La fine del mondo: lo spazio tra felicità e appucundria

Venerdì 6 aprile 2018, al cinema Modernissimo è stato proiettato il cortometraggio La fine del mondo, nato da un lavoro del Corso di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, in occasione dell’edizione 2018 di #CUOREDINAPOLI che si terrà il prossimo 21 aprile nei Quartieri Spagnoli.
Poco prima dell’evento, lo spazio esterno al cinema è divenuto un abbraccio multicolore di ragazzi, molti dei quali studenti dell’Accademia, rappresentanti di istituzioni pubbliche, con la partecipazione speciale di Renato Carpentieri (che ha prestato la voce a questo cortometraggio) e Ilario Franco (che ha condotto lo spettatore, a passi lenti e “riflessivi”, tra i vicoli e i vicoletti di Napoli). Un abbraccio multicolore che si è tinto del rosso dei cuori, passati di mano in mano, che sono diventati un po’ il simbolo di questa iniziativa partenopea. Flusso multicolore, multi espressioni, multi sapore che si è mescolato, incontrato e scontrato con allegria, fino a raggiungere la sala cinematografica che pian piano si è riempita.

Sono calate le luci e la voce di Renato Carpentieri, con la sua profondità cavernosa, ha introdotto tutti quei “cuori-di-napoli-e-non” in uno spazio altro, quello poetico ed emotivo che nasconde sempre le sue contraddizioni, ed è proprio sul gioco di queste ultime che si muove l’intero cortometraggio, che vuole essere non tanto un lavoro cinematografico, quanto una riflessione su qualche pezzetto di questa immensa città dalle mille facce, il dettaglio di una scultura molto più ampia, come ci viene sottolineato anche da Francesco Iandolo (Franz), coordinatore del corso di Nuove Tecnologie dell’Arte all’Accademia delle Belle Arti di Napoli.

Protagonista indiscussa del cortometraggio è Napoli, che viene definita fin da subito “la peggiore città più bella del mondo” e da qui già si delinea l’andamento ossimorico che sarà la chiave di lettura dell’intero corto e, se vogliamo, anche dell’intera città dai contorni incerti che si scavalcano continuamente, in visione di incontri multiculturali, di avvicina(menti) e mescola(menti). Una città che vive nel perfetto equilibrio di luci e ombre, che spesso sembra perdersi in eclissi solari o lunari, ma basta aspettare e quel bilanciamento naturale ritorna. Una città avvolta da un caos anarchico in cui si incastrano geometrie apparentemente irrisolvibili, eppure da questo disordine nasce un ordine interno, che solo chi vive profondamente ogni strato della sua complessa essenza può arrivare a cogliere e a mischiarcisi. Questa Napoli contraddittoria, che ci mostra la strada per il vero e dietro l’angolo ci fa sorprendere dalla bugia, è abitata da un popolo che naturalmente è aperto alla contaminazione, allo scambio, alla condivisione, che sa vivere solo in modo intenso, che non sta sempre nel giusto, sfiora l’errore, spesso ci si immerge, è anch’esso luce e ombra, bene e male e si fonde con la città, con le sue contraddizioni, le sue ossessioni, la sua lentezza, si carica sulle spalle, in modo del tutto naturale e inconscio, il passato secolare di una Terra “vinta, schiacciata dalla storia, dominata, ma mai domata” come ci sottolinea la voce di Carpentieri.

La cinepresa segue i passi lenti, le soste e le mani che sfiorano superfici fisiche, di Ilario Franco, che ci guida nella città, lasciandosi cullare, e invitando lo spettatore a seguirlo, dalle musiche e dalla voce narrante. Questo viaggio emotivo inizia con l’apertura di una finestra che dà sul mare e mostra il Vesuvio: simbolo di una simbologia che non ha ragione di esistere, per una Terra che si narra da sola. Questo vulcano che non è solo simbolo, ma vita pulsante, pericolo e sicurezza, vita e morte, passato, presente che si appresta a diventare futuro. Catarsi di ogni contraddizione naturale. Metafora di ogni contraddizione umana.

Continua, poi, sulle stradine folkloristiche di San Gregorio Armeno, Via Duomo col suo murale dedicato a San Gennaro, Piazza Plebiscito coi suoi colonnati e così via, verso ogni luogo fisico e metafisico di questa città avvolta da un particolare fascino. La fine del mondo è un cortometraggio girato con il cuore, lo si capisce da ogni frase d’amore verso una città a cui si perdonano anche le sue mancanze, i disservizi che invece di generare denunce, fanno nascere “eroi moderni” che abitano quei luoghi e attuano una Resistenza che prescinde dalla Storia e confluisce nell’Epica.
Lo sguardo che ci restituisce questo cortometraggio è quello di un innamorato che ammira la sua amata, perdonandole tutto, sorridendo e accarezzando i suoi difetti, donando quella sacrosanta leggerezza, lontana da qualsiasi forma di superficialità, che l’arte ha il compito di dare quando decide di rendere poesia la pesantezza terrena. La denuncia ragionata, la polemica accanita viene lasciata in disparte, a contesti diversi.

Quindi, quello che può risultare uno sguardo semplice, troppo benevolo in alcuni punti, diviene solo un messaggio d’amore che forse è anche un po’ quello che si trova alla base dell’iniziativa #CUOREDINAPOLI. Ne esce, dunque, un disegno di una città diversa, aliena a tutte le altre, che vibra di emozioni che sanno immobilizzare e turbare, che non è semplicemente catalogabile come qualcosa di “bello”, ma che, al contrario, si libera da ogni possibile catalogazione e si apre all’idea filosofica di sublime, che affascina e terrorizza allo stesso tempo. Questa città, che il poeta Pier Paolo Pasolini, nelle sue Lettere luterane, aveva definito: “l’ultima metropoli plebea, l’ultimo grande villaggio” viene vista, qui, allo stesso modo del poeta friulano: come qualcosa di metropolitano ma anche paesano, che conserva quel senso di umanità che vediamo sempre più disgregarsi e assottigliarsi.

Per tutti quelli che non sono riusciti a essere alla proiezione de La fine del mondo, proponiamo qui il bellissimo cortometraggio, pulsante di amore per una città che “sente forte” la vita che scorre nelle sue strade.

La fine del mondo – cortometraggio

Ringraziamo tutte le persone che hanno partecipato questo pomeriggio alla proiezione. Pubblichiamo il cortometraggio per tutti coloro che non erano presenti e vi aspettiamo il 21 Aprile ai Quartieri Spagnoli per l’evento #CUOREDINAPOLI <3

Geplaatst door Cuoredinapoli op vrijdag 6 april 2018

Giusy Di Nuzzo

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