Netflix + Videogioco = Landflix Odyssey

Oggi vi proponiamo una lettura moooolto interessante. Abbiamo intervistato Daniele Bianchini, membro di Fantastico Studio e creatore di Landflix Odyssey, un gioco che farà sicuramente discutere di sé nei prossimi mesi. A noi piace perché riunisce in un’unica piattaforma una grafica retrò e la passione per le serie tv di Netflix, tra cui Breaking Bad, Stranger Things e Game of Thrones, dando vita a un prodotto che sarà interessante scoprire proprio per questa sua dualità fondamentale. Cerchiamo di scoprire qualche dettaglio in più e soprattutto non perdetevi la campagna Kickstarter che sarà lanciata nelle prossime settimane.

 

In due parole, che cos’è Landflix Odyssey?

Landflix Odyssey è un platform 2D che spazia da tipologie di gameplay classici ad altre tipiche dei run and gun e dei metroidvania, in un delizioso stile retrò disegnato in pixel art.

Come/quando nasce questo progetto?

L’idea del gioco è nata a settembre 2017, durante una “birrata” organizzata per tirare su il morale a uno di noi, che aveva da poco rotto una storia importante e si era rinchiuso tutto il giorno a guardare serie TV. Volevamo fare qualcosa per farlo uscire dal suo guscio che potesse entusiasmarlo.

Perché l’idea di un gioco che riunisse il mondo ludico e quello cinematografico?

Ormai sono 3 anni che lavoriamo nel mondo dei videogiochi. Siamo grandi appassionati e, mentre guardavamo una serie TV, ci è venuto quasi naturale pensarci. Era perfetto: usare gli elementi delle storie raccontate nelle serie TV come narrazione di gioco e lavorare creativamente per inserire gli elementi di gameplay. L’entusiasmo è stato immediato da parte di tutti e così ci siamo messi subito a lavorare.

landflix odyssey

Perché la grafica “pixellata”?

La grafica in pixel art è uno stile che abbiamo adottato fin da subito, quando parte del nostro team si stava dedicando alla creazione di un gioco mobile circa 3 anni fa. Da videogiocatori è uno stile che ci è molto caro, e a quel tempo l’uscita di Flappy Bird lo aveva riportato alla ribalta nel mobile gaming.

Cosa si nasconde dietro i fantastici titoli che ricordano le serie Netflix? Come li avete scelti?

Dietro ai titoli scelti c’è senza dubbio la volontà di creare versioni parodistiche di quelli originali. Nello sceglierli abbiamo lavorato quindi sui rimandi evidenti cercando di non essere mai banali. Per esempio, Peculiar Stuff (chiaro riferimento a Stranger Things) a livello di significato rimanda al titolo originale, mantenendo però allo stesso tempo una sua autenticità e quel certo appeal che lo fa arrivare facilmente alle persone.

Raccontaci qualche dettaglio simpatico su tutto il processo di ideazione e realizzazione del gioco.

Ce ne sono molti! Durante l’ideazione del gioco, le sessioni di brainstorming sono state alquanto comiche, con noi che cercavamo nuove narrazioni divertenti ispirandoci alle già fantasiose storie raccontate nelle serie TV. In particolare la scelta dei poteri del protagonista è stata esilarante, con il rutto selezionato alla fine come arma principale nella sua versione “ad aria”. Altro momento fantastico è stato durante la creazione del video trailer. I rimandi sono tutti agli anni ’80 e quindi è stato bello e interessante cercare di ricreare quell’atmosfera. Ma più di tutti, la scena del protagonista sul divano ci ha fatto piegare dal ridere, a partire dalla scelta dell’outfit con canottiera bianca e un solo calzino, fino alla scena delle batterie nucleari e l’ingresso effettivo nel gioco. Volevamo mostrare un nerd sfatto, ma anche far rivivere alle persone le tante serate passate a vedere le serie TV a casa con pizza e birra, e credo che la narrazione generale sia riuscita molto bene a unire con naturalezza la parte cinematografica a quella ludica.

Oltre alle serie tv, ci sono altri riferimenti cinematografici nel gioco? Per esempio come nascono i personaggi?

Sì, ci sono! Tutto parte da Last Action Hero. Per i personaggi i riferimenti principali sono: Il Grande Lebowski, Ritorno al futuro, Terminator. Altri rimandi in generale sono: i cartoni delle Tartarughe Ninja degli anni ’80 e Rick & Morty, I Simpson e la serie My name is Earl. Abbiamo anche pensato a un quiz per i nostri giocatori, con cui potranno divertirsi a individuarli tutti nel gioco.

Per ovvie ragioni legate ai diritti d’autore, avete dovuto reinventare molti elementi delle serie tv a cui vi ispirate. Ecco, come avete affrontato questo processo e che cosa lo ha ispirato?

Vale anche qui lo stesso discorso fatto per la scelta dei titoli: lasciare dei chiari rimandi all’originale, ma cercando di mantenere un nostro stile e di essere sempre creativi. La grande lezione che ha dato Picasso è che i grandi artisti sono quelli che si fanno ispirare dall’opera degli altri e la fanno propria aggiungendo competenze specifiche. Noi abbiamo cercato di fare proprio questo, mettendoci tanto del nostro a livello di creatività e di esperienza pregressa.

Il gioco è solo in inglese o ci sono varie lingue?

Il gioco è solo in inglese al momento.

Una serie tv/film, un libro e una canzone che desideri ti accompagnino in questa intervista.

La canzone è di Bob Dylan, The Man in me, che fa parte della colonna sonora de Il Grande Lewboski. Il libro è Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams. La serie TV è Dirk Gently basata su un altro dei racconti di Douglas Adams. Il film è Fuori Orario, capolavoro di Martin Scorsese, che racconta l’odissea di un programmatore di computer newyorkese che una sera esce da lavoro per andarsi a divertire al bar e gliene capitano di tutti i colori.

Intervista di Stefano Iuliani a Daniele Bianchini creatore di Landflix Odyssey (Fantastico Studio)

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