Una serata nel Sottosopra con Kyle Dixon e Michael Stein

Qualche giorno fa siamo tornati a Hawking. Non abbiamo avvistato nessun Demogorgone, ma era possibile avvertire la sua terrificante presenza. No, non è la nuova realtà virtuale di Netflix, è semplicemente la magia della musica di Kyle Dixon e Michael Stein dei S U R V I V E che ripropongono la colonna sonora di Stranger Things dal vivo.

Nel 2017, Kyle e Michael hanno conquistato la critica vincendo gli Emmy Awards e ricevendo due nomination ai Grammy Awards come Miglior colonna sonora. Stranger Things era l’unico programma televisivo candidato al fianco di film da Oscar come Star Wars: Il risveglio della Forza, The Hateful Eight e Revenant – Redivivo, un caso unico per una serie televisiva alla sua prima stagione. Rifacendosi a John Carpenter e Giorgio Moroder, la loro musica è un viaggio nel tempo, nelle sonorità degli anni ‘80, quando la musica immaginava il futuro e, con il calore dei synth analogici, è il tappeto sonoro perfetto per l’avventura retrò dei fratelli Duffer.

kyle and dixon stranger things

Grazie al Primavera Sound, organizzatore dell’evento, lo scorso martedì il duo di Austin è approdato a Barcellona ed è stato accolto con un caloroso sold out. La performance ha emozionato, commosso e anche terrorizzato il pubblico della sala completamente buia del Barts, catapultandolo nel mondo della serie più iconica degli ultimi anni. Un inizio da brividi: l’improvvisa mancanza di riferimenti visivi, ad eccezione dei fugaci bagliori dei neon sul palco, e i tenebrosi sintetizzatori hanno subito contribuito a ricreare l’inquietante e densa atmosfera del Sottosopra. L’unica cosa che era possibile scorgere tra i flash intermittenti delle luci era un indefinito groviglio di cavi…o erano le viscide e infide radici del mondo al contrario? Ma non sono mancati i momenti di commozione, come sulle note di Kids, su cui poteva scappare la lacrimuccia pensando alle corse in bicicletta di Mike, Lucas, Will e Dustin…o forse a quelle della tua infanzia.

La sensibilità dell’elettronica e la tenebrosità dei sintetizzatori di Stein e Dixon hanno riattivato i circuiti della nostalgia, in una sorta di trasmissione aliena dall’era delle videocassette VHS alla generazione Netflix. Unica pecca: il varco per l’inframondo è rimasto aperto solo 1 ora.

Articolo di Gemma Capezzone

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