Germana Stella: una sbavatura d’inchiostro, uno sgorbio, una parola illeggibile

Specchi rotti, linee di tatuaggi e di scarabocchi che si intersecano, pezzi del puzzle mancanti perché autocensurati, autoritratti sfregiati, bellezza celata. Germana Stella e le sue foto sono tutto questo. Oggi cerchiamo di scoprire qualcosa in più del suo carattere e del suo progetto (Je suis bordeaux) attraverso un’intervista esclusiva.

– Evito di tracciare inutili paragoni con artisti e/o personaggi del passato che potrebbero essere accostati in qualche modo alla tua arte. Tu, semplicemente, come la descriveresti?

Germana Stella: generalmente non mi definisco in alcun modo, non mi sento fotografa, non mi sento artista, credo che quello che sto facendo non sono altro che una serie di appunti sulle mie giornate e i miei umori, appunti che mi danno la possibilità di studiarmi e capire sempre qualcosa in più su me stessa.

germana stella

– Nel suo dizionario, il signor Garzanti afferma: “lo scarabocchio è una macchia, una sbavatura d’inchiostro che capita di fare scrivendo; uno sgorbio, una parola illeggibile, un disegno brutto, mal fatto”. Considerata la presenza di scarabocchi nelle tue foto, diresti che queste parole potrebbero descrivere te o le tue foto? E perché la scelta di inserire degli scarabocchi?

Germana Stella: penso che non ci siano parole migliori di quelle del signor Garzanti per descrivere quello che è il mio pensiero riguardo me stessa, mi sento esattamente una macchia, una sbavatura d’inchiostro, uno sgorbio, una parola illeggibile, senza dubbio, e un disegno mal fatto, soprattutto.

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– Sempre il signor Garzanti dice: “In psicologia, fase del disegno nell’età evolutiva che rivela aspetti del carattere e della personalità e pertanto è oggetto di studio”. Lo mandiamo definitivamente a fare in culo il signor Garzanti o potrebbe avere un senso?

Germana Stella: direi che ci potrebbe stare, anche se non so quanto ci sia da studiare sui miei scarabocchi, non sono il centro della foto, diciamo che me ne servo in maniera simpatica per censurare. Nascono sostanzialmente per questo, finché non è diventato un elemento molto importante della mia fotografia, ma comunque secondario rispetto all’immagine sulla quale li applico. Ad ogni modo, se ci fosse qualche esperto che saprebbe darmene un’interpretazione e magari farmi capire qualche cosa in più sulla mia testa, ben venga.

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– Tu sei principalmente fotografa e modella al contempo. Che cosa cambia quando resti dietro l’obiettivo?

Germana Stella: quando resto dietro l’obiettivo è molto complicato per me fare in modo che gli altri soggetti che fotografo mi diano ciò che voglio, la colpa è sicuramente mia perché esprimerlo a parole mi risulta molto difficile, per questo motivo il soggetto sono quasi sempre io.

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– Che ruolo assume Jolie nella tua vita/arte?

Germana Stella: Jolie è fondamentale nella mia vita, è la mia ancora di salvezza ed è la cosa più bella e importante che ho. Nei miei “studi” è invece la mia musa, quando lei è arrivata già fotografavo, ma dopo il suo ingresso nella mia vita c’è stato un cambiamento sostanziale nelle mie foto, ci sono dentro completamente e c’è dentro anche lei.

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– Chi vorresti ti scattasse una foto?

Germana Stella: Diane Arbus.

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– Una canzone, un libro e un film/serie tv che credi sia giusto ti accompagnino in questa intervista.

Germana Stella: questa è la domanda più difficile, perché ci sono troppe canzoni, film e libri della mia vita, ti dirò le prime cose che mi saltano alla mente in questo istante preciso, che poi conoscendomi so già che penserò alle mie preferite, o quasi.
La canzone è Paradise Circus dei Massive Attack; il libro è La grammatica di Dio di Stefano Benni; il film è Léon di Luc Besson.

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Intervista a Germana Stella di Stefano Iuliani

Fotografie di Germana Stella

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