Aaron Anderson: all-in sulle sue canzoni!

Oggi siamo con una promessa dello scenario hip hop inglese. Si chiama Aaron Anderson e crediamo farà parlare molto di sé nei prossimi anni. Scopriamo qualche dettaglio in più sulla sua musica e sulla sua vita personale.

1) Ciao Aaron Anderson. Quali sono le tue origini e come influenzano la tua musica?

Le mie origini sono ghanesi. I miei genitori si trasferirono nel Regno Unito quando erano giovani. Questo mi ha aiutato a capire i valori occidentali, ma ancora oggi sono legato alle mie origini e alla cultura africana, soprattutto dal punto di vista musicale. I generi highlife e afrobeats sono una parte enorme del mio viaggio in questo mondo e sono presenti nella maggior parte delle canzoni che pubblico.

2) Parlando di radici, quali sono le tue radici musicali? Tutti tendono a risponderci: “Non ne abbiamo, siamo una band unica”, ma lo troviamo impossibile, tutti abbiamo punti di riferimento consci o inconsci che siano. Se ti va, parlacene.

Le mie radici sono RnB, hip hop, afrobeats degli anni ’90 con sbavature della musica pop. La mia è una famiglia numerosa e tutti ascoltavano generi differenti, e tutti questi generi mi hanno influenzato in qualche modo! Le Destiny’s child sono uno dei miei gruppi RnB preferiti e mi hanno influenzato molto, soprattutto quando penso alle loro armonie e variazioni. Devo citare anche il gruppo WSTRN, che mi offre sempre le vibrazioni di cui ho bisogno e che mi ha aiutato a mettere più creatività e passione in quello che scrivevo e cantavo, mi ha anche aiutato ad essere più aperto nei testi.

3) La tua musica esprime molta passione. Ci piace molto la canzone Addicted. Che cosa ti rende dipendente? Che cosa esprimi in questo brano?

Addicted parla di un massaggio che mi ha fatto un amico. Non volevo che smettesse. Mi sentivo così libero che non mi rendevo conto di quanto fossero messe male le mie spalle. Volevo esprimere questi sentimenti nel brano. Volevo creare una sorta di trance, come le canzoni con un sacco di ripetizioni e di accordi lussuosi (ringrazio il mio produttore Tommy Cuz) e far sentire alla gente come mi sentivo, nel puro relax.

4) Da un punto di vista puramente musicale, puoi definire la tua musica?

La mia musica è un bel casino eclettico e non avrei voluto che andasse in altro modo, con me è tutta una questione di vibrazioni e di messaggi, e mi propongo di trasmettere entrambe le cose. Uso suoni morbidi per gli strumenti melodici e kit molto più duri per le percussioni e la batteria, al fine di creare un contrasto che trovo davvero interessante, direi anche che la mia musica è edificante anche quando si parla di qualcosa di personale, volevo che le persone si sentissero a proprio agio e libere.

5) Anche Peace of mind è una canzone molto interessante, soprattutto dal punto di vista musicale. Cosa esprimi in questo brano?

Esprimo la quiete mentale. Non l’ho scritta solo per far sì che gli altri si sentissero sollevati e motivati a mantenere la loro salute mentale e la loro energia al sicuro, ma anche per invitare a divertirsi e crescere ogni volta che ne abbiamo l’occasione e concentrare i pensieri sugli aspetti positivi di noi stessi, migliorando le cose su cui si può lavorare.

6) Se ti chiedessi “Rage Against the Machine o Cardi B”, che cosa risponderesti e perché?

Direi Cardi B, mi sembra che dietro la sua musica e la sua immagine ci sia il messaggio che devi essere sempre te stesso e non aver paura del giudizio altri perché sarà sempre presente, non puoi lasciare che ti impedisca di arrivare dove devi arrivare. Adoro la sua canzone Bodak Yellow!

7) Sei un artista emergente… In Inghilterra è complicato emergere? Tu come intendi farlo?

In Inghilterra ci sono così tanti artisti, è un posto dove la gente viene da altri paesi del mondo per costruire la propria carriera musicale, questo rende tutto più difficile perché ci sono così tante persone di talento che vogliono farcela. Per riuscirci ho intenzione di pubblicare contenuti coerenti, ho già costruito la mia base di fan e la mia immagine per arrivare dove vorrei essere, finché il cielo non mi dica che non posso andare altrove.

8) Lasciaci con una canzone che ti appassiona.

Adoro la canzone Nothing even Matters di Lauryn Hill e D’angelo, non importa quanto io sia stressato, questa canzone mi fa stare bene con il mondo, dalla melodia al testo, sono 5 minuti e 51 secondi di puro paradiso. Ho sempre ascoltato queste canzoni da quando l’ho scoperto circa 7 anni fa e continuo ad avere la stessa sensazione di serenità ogni volta.

aaron anderson

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