AMFest: un festival atipico nella giungla bipolare di Barcellona

“The Notwist ci stavano viziando con le loro ultime note e noi già non vedevamo l’ora di ricominciare. La musica è così: crea dipendenza. L’edizione 2018 dell’AMFest rimarrà nella nostra memoria per il coraggio che abbiamo dimostrato, è stata un enorme salto nel vuoto: autogestione portata all’estremo, programmazione attenta e rischiosa e, infine, risultati imbattibili. Eppure, ne siamo usciti vivi!”.

Con queste parole gli organizzatori dell’AMFest introducono l’edizione 2019 del festival più coerente di Barcellona. Perché coerente? Beh, perché qui si viene per un solo motivo: ascoltare un certo tipo di musica. Questa affermazione potrebbe sembrare ambigua o banale, ma l’AMFest è proprio questo: un festival che dimostra convinzione e che non desidera aprirsi (almeno per il momento) a qualsivoglia genere musicale. Nonostante nelle ultime edizioni ci sia stata una sorta di apertura a un genere lontano come l’elettronica, alla trasversalità qui si oppone la puntualità, la “povertà” della programmazione. Nella giungla di festival bipolari di Barcellona e del mondo, l’AMFest vuole diffondere il suo messaggio chiaro e tondo: il rock non è morto e, anzi, spacca ancora di brutto.
Pino Scotto, nella sua propaganda musicale su Rock TV, avrebbe detto: “A tutte quelle puttanelle che oggi pensano di fare musica con un accordo e mezzo, con l’autotune e quattro scatti da pubblicare sui canali merdal, io dico di andare all’AMFest e capire cos’è davvero la vita”.

amfest 2019

E diamo un’occhiata proprio alla programmazione. Deafheaven, Alcest, Zeal & Ardor, Touché Amoré, Pelican: sono queste le band schierate in pole position, cinque headliner che conducono il festival a un livello mai raggiunto prima. Una line-up di tutto rispetto, che gli amanti del rock strumentale apprezzeranno senza se e senza ma. Torna, inoltre, la band che ha dato i natali all’AMFest, ovvero i 12Twelve, il gruppo strumentale rock più originale e audace della storia spagnola, che interpreterà Speritismo, mitico album del 2003 che ha aperto la mente di molte persone, tra cui quella degli organizzatori del festival: “Senza questa band non saremmo nemmeno esistiti”.

Novità di quest’anno, o forse dovremmo chiamarla “ritorno di fiamma”, è la programmazione del giovedì, un assaggio della potenza esplosiva del festival che ha come protagonisti i Daughters (USA), “la cui musica potrebbe essere perfettamente la colonna sonora della fine del mondo”. Si chiude la domenica con i Lisabö, che presenteranno un album straordinario e il cui live (nel 2013 alla Sala Apolo) è ancora in cima ai grandi concerti che hanno contraddistinto la storia del festival.

fabra i coats

L’evento si terrà dal 10 al 13 ottobre presso la Fàbrica de Creació Fabra i Coats, uno spazio incredibile e unico, da visitare per l’architettura straordinariamente industriale e per il ruolo sempre più centrale che riveste nella cultura alternativa di Barcellona. L’anno scorso abbiamo assistito anche alla bellissima performance dei Giardini di Mirò, che avevamo intervistato e proposto come una delle migliori band del festival. Quest’anno, invece, oltre ai nomi già citati, le nostre scommesse sono le seguenti:
Brutus: potenza incredibile e una voce femminile che lascia a bocca aperta;
Bo Ningen: giapponesi autori di un autentico crocevia di culture musicali, rumore puro e affascinante;
Tides from nebula: post-rock avvincente e ipnotico direttamente dalla Polonia;
Za!: giocano in casa e sono una scommessa da non perdere. Passione e divertimento puro, non vogliamo dire altro;
Cocaine Piss: per gli amanti del punk e del noise, sul palco ci saranno fuoco e fiamme (in francese), attenzione!

In conclusione, Spacebar non mancherà. Per noi andare all’AMFest è un po’ come tornare alla nostra adolescenza, quando i festival avevano un solo palco, non si mischiavano le chitarre con i sederoni del reggaeton e per bere una birra non bisognava vendersi un rene. In poche parole, l’AMFest ci ricorda i festival di inizio millennio di qualche paesino sperduto della provincia italiana. Lunga vita all’AMFest e al rock!

 

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