Dall’Ungheria il downtempo da (a)mare dei Belau

Abbiamo intervistato i Belau, una delle band ungheresi più importanti e influenti all’estero. In Ungheria il mare non c’è, ma loro riescono a produrre brani da ascoltare di fronte al mare, rilassati e immersi nell’azzurro più puro. Li abbiamo ascoltati al Primavera Sound 2019 e possiamo affermare che Peter Kedves e Buzas Krisztian sono davvero bravi. Come vedrete, sono di poche parole, ma con la loro musica riusciranno a trasportarvi nei luoghi più sereni della vostra esistenza.

Raccontateci delle vostre origini e di come hanno influenzato il vostro stile, la vostra vita e il vostro lavoro.

Veniamo da Budapest, Ungheria, il che rende le cose un tantino più difficili rispetto al mercato musicale dell’Europa occidentale. Ma siamo riusciti a diventare la band ungherese più famosa all’estero, il che di certo è una cosa positiva.
Amiamo davvero la nostra città, ma la nostra musica si nutre del wanderlust, quel desiderio di girovagare, viaggiare, scoprire nuove città, nuovi paesi. Per noi tutto questo è linfa vitale.

Avete già raggiunto una certa popolarità, suonando nei più grandi festival europei. Cosa significa per voi successo?

È difficile da spiegare, ma per noi è già qualcosa di incredibile riuscire ad andare in tour e visitare quasi l’intero continente. Un enorme successo per noi sarebbe avere un tour tutto nostro in giro per l’Europa, con un pubblico di 400-500 persone a concerto.

Spacebar opera principalmente a Barcellona e voi avete appena suonato al Primavera Sound 2019. Cosa ha significato per voi e cosa ne pensate del festival?

Il Primavera è davvero uno dei migliori festival in Europa! Diciamo che è il nostro preferito, in quanto a location, acustica, organizzazione, per non parlare della line-up. È stato un onore condividere il palco con artisti di quel calibro e i nostri due concerti sono andati alla grande, speriamo di poter ripetere l’esperienza nei prossimi anni.

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Come descrivereste la vostra musica al pubblico italiano? A quali artisti/band vi piace essere accostati?

Siamo soliti definire la nostra musica come un’elettronica/downtempo con un retrogusto “estivo”. Potremmo essere accostati a Bonobo, London Grammar, Odesza, Zero 7, Vök.

Le vostre canzoni sono sempre interpretate da meravigliose voci femminili. Spiegateci il processo, come scegliete le cantanti.

Sì, è parte integrante del nostro progetto contattare le voci femminili che più apprezziamo. Per il primo LP abbiamo scelto la migliore cantante dell’underground ungherese, mentre nel secondo album abbiamo collaborato con Sophie Lindinger dei Leyya, la nostra band austriaca preferita, e Sophie Barker che molti di voi conosceranno per i Zero 7.

Ci sono artisti-band italiani che vi piacciono?

Sì, Dusty Kid, L I M ed  ⁄handlogic. Sarebbe davvero bello condividere il palco con loro.

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Facciamo un gioco: se dico “Italia”, cosa dite?

Cibo delizioso, relax e salsedine.

E se dico “gatto”?

Meglio i cani 🙂

Un film, un libro o una canzone con cui volete concludere questa intervista.

Di certo niente di allegro, ma la nuova serie HBO Chernobyl ci è piaciuta parecchio, davvero bella.

 

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