DobleCapa: il rock ha ancora molto da dire

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta degli artisti emergenti che suoneranno al prossimo Primavera Sound. Oggi abbiamo intervistato i DobleCapa, un duo (Arianne e Mario) di Madrid che ancora crede nell’amore tra chitarra e batteria e che questo amore abbia molto da dire alla storia della musica…

1) La prima domanda è la solita: dove e come nasce il progetto DobleCapa?

– Il progetto DobleCapa nasce nello studio Buen Mambo all’inizio del 2015, quando Arianne si siede per la prima volta a suonare la batteria e Mario decide di accompagnarla con la sua CigarBox. Iniziammo a suonare e non abbiamo mai smesso di farlo.

2) In che modo spieghereste il fatto di sonare in due al pubblico? A che cosa è dovuta questa scelta stilistica?

– Non è stata una scelta fatta a tavolino, lo abbiamo fatto e basta. Ora proseguiamo con questa formazione con l’obiettivo di rendere questo progetto qualcosa di estremamente nostro. Non abbiamo mai pensato di apportare modifiche alla formazione. Non pensiamo che essere due costituisca una scelta stilistica, semplicemente siamo due persone che fanno musica.

3) Nella musica, come nella vita, non si sa mai come vanno le cose. In questo senso, credete che un giorno potrete aprire la vostra band ad altri strumenti e perché lo fareste?

– Tutto può succedere nel processo evolutivo di una band, non si sa mai che cosa può succedere. Non abbiamo mai alzato muri e se crescendo raggiungeremo percorsi che lo richiedono, ci apriremo ad altre modalità.

4) Come definireste il vostro genere musicale e quali sono le vostre fonti di ispirazione?

– Sappiamo che la gente ha bisogno di racchiudere le band in confini di genere, ma a noi non piace affatto, preferiamo che lo facciano gli altri, le persone che ci ascoltano. Ci piacciono Nina Simone, Jesus Lizard, Skip James e i Fugazi, se questo può rendere l’idea dei fattori che ci influenzano al momento di comporre.

5) Le parole non sono un elemento fondamentale nel vostro progetto musicale, ma quando le utilizzate sono critiche e piene di umorismo. “Vas de guays con la ropa rota” (sei a posto con i vestiti rotti) è la nostra canzone preferita. Come nascono questi titoli?

– I titoli delle nostre canzoni sono quasi sempre legati a esperienze e aneddoti della nostra vita, poi aggiungiamo un pizzico di umorismo (a volte). Facciamo in modo che rappresentino la musica che facciamo e un po’ come siamo noi due.

6) Suonerete per la prima volta al Primavera Sound 2018. Com’è stato sapere di poter suonare su un palco così bollente? E quali band che suoneranno al PS 2018 vi piacerebbe ascoltare dal vivo in quei giorni?

– Siamo contenti di poter far parte di un festival così grande come il Primavera Sound e di avere la possibilità di essere ascoltati da un pubblico più esteso e soprattutto di poter condividere il palco con band con cui siamo cresciuti, come gli Shellac. Per quanto riguarda le band che suoneranno lì, proveremo ad assistere alle performance di Ty Segall, The Breeders, Nick Cave & the bad seeds, Lee Fields and the Expressions, per citarne qualcuno.

7) Non abbandoniamo il tema dei festival. Se si potesse scegliere, vi piacerebbe suonare solo nei migliori festival del mondo o suonare 10 volte in più ma solo in sale concerti?

– Non ci sono dubbi, sceglieremmo di suonare nelle sale più piccole. Preferiamo la vicinanza dei concerti nelle sale, a stretto contatto con il pubblico.

doble capa

8) Che cosa ne pensate della presenza di molte band trap nella line-up del Primavera Sound di quest’anno?

– Sinceramente, alcune tendenze musicali moderne non le capiamo. Ovviamente non hanno nulla a che vedere con la filosofia di musica che abbiamo noi. Supponiamo che quando fece la sua comparsa il rock ‘n’ roll ebbe un impatto simile sul pubblico. Vedremo qual è la forza del genere trap da oggi a dieci anni…

9) C’è un film a cui vi piacerebbe prendere parte e suonare dal vivo?

– In qualsiasi film di David Lynch.

10) Ci sono artisti/band italiane che vi piacciono?

– Adoriamo Uzeda e Zu.

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