Eva Geist: una porta sul mondo spirituale di cui i sogni sono parte

Abbiamo intervistato Eva Geist, uno degli artisti italiani che parteciperanno alla prossima edizione del Primavera Sound.
Eva Geist è una compositrice talentuosa, con tanti anni di esperienza musicale alle spalle e con numerose collaborazioni all’attivo. È stato interessante dialogare con lei e scoprire aspetti del suo lavoro che non conoscevamo. Usando le sue stesse parole, la musica di Eva Geist è in grado di “aprire una porta sul mondo spirituale di cui i sogni sono parte”. Noi di Spacebar avremo l’onore di ascoltarla al PS 2018, se passa dalle vostri parti non perdetevela!

  • Dalla Calabria all’estero (Berlino) come tanti italiani e cittadini del mondo in generale. Ecco, ci vuoi parlare delle tue origini e di come la musica ha fatto irruzione nella tua vita portandoti a suonare su palcoscenici internazionali di non poco conto?

Sono nata da genitori calabresi a Pisa, ma sono cresciuta a Crotone, amena cittadina della Magna Grecia sullo splendido mar Ionio, dove il sole splende quasi tutti i giorni dell’anno. Quando ero bambina avevo sempre una canzone in testa. Cantavo da mattino a sera. Mio padre ci portava spesso a fare dei lunghi viaggi in auto e gli piaceva ascoltare i cd dei suoi cantautori italiani preferiti mentre guidava. Mia sorella e io ancora bambine ci facemmo regalare un mangianastri, dotato di microfono con cui potevamo registrare le nostri voci. Qualche anno dopo ricevemmo il nostro primo sistema hi-fi. Esasperammo a tal punto i nostri genitori che alla fine ci iscrissero a una scuola di musica. I miei primi mentori musicali furono Anita, la mia insegnante di pianoforte, e Attilio, il direttore del coro polifonico che frequentai per quasi 11 anni. A 18 anni attraversai un momento di crisi e per 3 anni non ho più né cantato né toccato uno strumento. Dopo questa pausa ho ripreso e non ho più smesso.

  • “Il maremoto mi ha svegliato, ma non ha svegliato l’entusiasmo, troppe parole nelle canzoni hanno smorzato l’entusiasmo”. Ne è passato di tempo da quando, nel 2010, cantavi questi versi con il progetto Le Rose (brano L’entusiasmo). In effetti, nella tua produzione artistica, si assiste a una lenta riduzione delle parole nei brani. Ecco, vuoi dirci qualcosa riguardo a questa evoluzione stilistica e alla tua immersione in un linguaggio musicale sempre più elettronico e meno incline al cantautorato?

Le Rose è stato un progetto molto importante per me. Quando ci siamo conosciuti, Flavio era un artista e componeva musica sperimentale, io facevo parte di una band electro-punk in cui cantavo e suonavo le tastiere. Frequentavamo i concerti noise e il giro underground di Roma Est, ma scoprimmo di avere una passione per il cantautorato e l’italo pop anni ’80. Alla fine, in un certo senso, Le Rose è stato un progetto sperimentale. L’intento era quello di riportare in vita l’estetica rétro new romantic nella scena pop italiana contemporanea. Comunque non ho mai smesso di scrivere canzoni, solo che molte non sono mai state pubblicate. Nel progetto Andrea & Alexander per esempio cantavo e scrivevo testi, oltre a suonare synths e drum machines. Ma il genere era minimal pop-wave. Il fatto di usare sempre meno la voce, oltre che una scelta stilistica, dettata dal desiderio di creare una musica sempre più astratta, è stata anche una scelta “politica”. In passato pur avendo sempre sia cantato che suonato, venivo spesso etichettata come “la cantante del gruppo”. Con As Longitude ed Eva Geist ho voluto sottolineare il mio ruolo di produttrice e compositrice.

  • A giudicare dalla tua produzione attuale e riprendendo i versi del brano citato poc’anzi, pare che di entusiasmo non te ne manchi affatto: sei celebre per i lavori da solista, per la collaborazione con Laura ODL nel progetto As Longitude (con la quale curi anche una serie di collage musicali chiamati FISHES) e per progetti che esulano da un ambito prettamente musicale (per esempio la tesi di laurea sulla sinestesia di cui parli nell’intervista rilasciata a The National. Ci vuoi dire come cambia il tuo approccio alla musica quando componi da sola rispetto a quando collabori con altri artisti?

Una collaborazione musicale è prima di tutto una relazione interpersonale. Spesso la musica rende tutto più viscerale. Per cui ovviamente ogni collaborazione è stata diversa, perché molto diversi tra di loro sono stati i miei partner musicali. Una cosa in comune che hanno tutti i progetti di cui ho fatto parte è il fatto di avere sin dall’inizio una direzione precisa. Synth pop con le Rose, elettronica sperimentale con As Longitude, composizione malinconica con Eva Geist e così via. Quando lavoro al mio progetto solista sono un po’ più cerebrale, più meticolosa, mentre nelle collaborazioni cerco di lasciarmi andare e godermi l’ispirazione degli altri. Il momento della jam session resta sempre uno dei momenti più creativi e divertenti di tutto il processo.

  • Ti chiami Andrea Noce. Perché lo pseudonimo Eva Geist?

Prima di trasferirmi a Berlino erano uscite una serie di collaborazioni come vocalist per le quali avevo scelto di usare il mio vero nome. Anche un paio di release elettroniche, Magic Mirror (EP 12″ Selva elettrica) e Be in Sync (collaborazione con David Kristian, EP 12″ Macadam Mambo) sono uscite sotto il mio vero nome. Ciononostante era ancora troppo legato alla mia voce. Mi ero appena trasferita a Berlino, il progetto de le Rose non esisteva più. Avevo bisogno di riconfigurarmi come artista solista. Così è nata Eva Geist, il mio alter-ego nordico. D’altronde mi è sempre piaciuto giocare con gli pseudonimi. Lo trovo salutare. Serve a distrarsi un po’ dalle dinamiche tiranniche dell’ego.

  • Nell’album Äquator System, c’è un brano che si intitola Il tuo sogno parla, in cui spesso ripeti la parola Sogna. Ecco, per definire la tua musica si potrebbero usare le solite parole, imprigionandola in una gabbia semantica, in qualcosa di limitato, riduttivo. Invece, sembra che la tua musica sia proprio un invito al sogno, una porta su un mondo onirico. È questo che cerchi di scatenare in chi ti ascolta e, se è così, da quale fonte attingi questa meravigliosa metodologia?

Il testo del brano Il tuo sogno parla è tratto da una poesia di Jonida Prifti. Jonida ed io ci conosciamo dai tempi dell’università, siamo cresciute insieme e non credo di sbagliare dicendo che il nostro percorso artistico si è sviluppato sotto l’ala di un’influenza reciproca e costante. Siamo entrambe molto appassionate di linguaggio simbolico dei sogni. Secondo la scuola esoterica, il sogno è un vero e proprio universo parallelo in cui una parte “immateriale” del nostro corpo si proietta e percepisce colori in suoni e suoni in colori. La musica sarebbe originariamente proprio una proiezione nel mondo fisico di questo universo intangibile. Più che sul mondo onirico, vorrei che la mia musica aprisse una porta sul mondo spirituale di cui i sogni sono parte.

  • Sembra che l’acqua sia un elemento ricorrente nella tua produzione. Non a caso, la mixtape che hai composto per Secret Thirteen è proprio un’esplorazione musicale dell’universo acquatico. Puoi dirci qualcosa al riguardo?

Nel linguaggio dei simboli l’acqua rappresenta l’inconscio, il sogno, il femmineo, il viaggio verso luoghi sconosciuti. Sono cresciuta in un luogo di mare e dopo tanti anni trascorsi lontana da casa sto vivendo un ritorno interiore alle origini. Gli artwork dei due vinili usciti per Macadam Mambo, Dniheb e Desfãn, sono stati realizzati da Maria Torres. Maria viene da Almería, altra città di mare, e nelle sue opere visionarie il tema dell’acqua o dell’elemento fluido in relazione al femmineo viene più volte riproposto. Il suo lavoro mi ha letteralmente scioccato e ha sicuramente ispirato moltissimo la mia produzione degli ultimi anni.

  • Qualche giorno fa abbiamo assistito alla festa della donna più ribelle degli ultimi decenni, con manifestazioni di protesta in tutto il mondo. Ti senti di dire qualcosa al riguardo e ci sono donne che operano nel tuo stesso settore che apprezzi particolarmente o alle quali ti senti vicina musicalmente parlando?

Jonida Prifti, Laura ODL, Epsilove, Galya Chikiss , Alicia Carrera, Rugile, Sunmoonstar, Sallad Egg, Evelyn Sigmund, Zozo, Misonica Li, Izabel, Oko dj, Laura Lot, Silvia Kastel, Wilted Woman, Elena Colombi, Luzi Gerisch, Charlotte Simon, Uchi, Maya Postepski, Umbra sono alcune delle artiste che mi vengono in mente e con cui ho interagito nel 2017. Nonostante i notevoli passi avanti, le donne sono ancora molto isolate nel mondo professionale, abituate a competere fra di loro e a diffidare. Siamo prima di tutto noi donne a dover uscire dall’isolamento e a dover prendere coscienza. I pregiudizi sono molto radicati in entrambi i sessi, per cui ci vuole molta tolleranza e pazienza, ma siamo su una buona strada. Facciamo più network, sono nati molti spazi di interazione e visibilità, le nuove generazioni hanno molti esempi disponibili. Mi auguro che prima o poi anche il tono della protesta cambi: non più “donne contro uomini” ma “individui a favore di una società capace di integrare in sé l’elemento del femmineo”.

  • Parteciperai alla prossima edizione del Primavera Sound. Se non vado errato, sarà la tua prima esibizione a Barcellona. Hai mai partecipato da spettatrice al festival e, se sì, com’è andata? Inoltre, come vivi l’attesa di suonare in una delle città d’Europa più attive musicalmente?

Ad essere precisi ho già suonato a Barcellona con il progetto As Longitude. È stato a gennaio scorso in occasione del festival Curva Imposible organizzato da Meri Bonastre e Alicia Carrera. Alicia tra l’altro fa parte del team di Hivern Discs, l’etichetta musicale con cui sto per pubblicare un EP e che organizza lo showcase al Primavera Sound. Ammiro moltissimo il loro lavoro e mi sento davvero onorata di far parte di questa line-up. Non sono mai stata prima al festival e sono molto emozionata, nonché curiosa di vedere dal vivo alcune leggende della musica. Barcellona è una città che mi sta dando tanto.

Intervista di Stefano Iuliani a Eva Geist
Foto di copertina di Laura Fusato

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *