Godford: astro nascente della musica elettronica

Ci piace scommettere e dare voce agli artisti emergenti. Forse questo si era capito, ma oggi crediamo di essere in compagnia di qualcuno che farà davvero parlare di sé nei prossimi anni. Noi già lo vediamo esibirsi sui migliori palchi d’Europa, ce lo auguriamo e glielo auguriamo. Non sappiamo se parlare di un lui o di una lei, e nemmeno ci interessa, perché quello che ha da dire lo esprime alla grande con la musica. Stiamo parlando di Godford e oggi abbiamo cercato di scoprire qualche dettaglio in più sulla sua arte e sulla sua vita. Buona lettura!

1) Godford: perché la scelta di questo nome e perché hai preferito agire nell’anonimato?

Ho scelto questo nome molto tempo fa, giocando con le lettere del mio nome. Mi è venuto abbastanza naturale. Mi piace l’idea che la gente si concentri più sulla musica che sull’immagine dell’artista.

2) In Italia (come altrove) ci sono molti esempi di artisti che hanno deciso di rimanere anonimi. Negli ultimi anni, su tutti ci sono Liberato (per la musica) ed Elena Ferrante (per la letteratura). Oltre alla qualità, il loro successo è circondato da un alone di mistero che porta gli appassionati a chiedersi: “Come sarà questo artista?”. Detto questo, tu che tipo di persona sei?

Sono molto appassionat@ di musica. È la mia vita. Sono me stess@ al 100% quando faccio musica e ho la possibilità di non avere confini quando produco, perché ho creato tutto da sol@: la melodia, i testi, la produzione…

3) In una recente intervista con Cultr, hai affermato che la tua musica potrebbe essere definita “indie-rave”. Che cosa intendi con questa definizione e puoi dirci due o tre artisti che sono indie-rave per te?

Della musica amo la mescolanza, quell’attimo in cui diversi stili/emozioni si fondono. Amo l’atmosfera romantica della scena Indie Rock, per esempio mi va di citare Phoenix, Temper Trap, The Killers… e mi piace molto anche l’atmosfera rave di Underworld, DJ Deeon, Moby, Underground Resistance… L’idea di mescolare 2 stili che normalmente non si abbinano tra loro è qualcosa che amo molto. Per me, Caribou, Four Tet, Jamie XX fanno parte di questa scena indie-rave.

4) Parlaci del tuo primo album Non Binary Place. La scelta di usare l’espressione “non binario” ha qualcosa a che fare con te e il tuo modo di essere o è solo un riferimento alla tua musica?

Il nome di questo album è incentrato solo sulla musica e sul fatto che non voglio scegliere tra diversi stili musicali.

5) Il brano con cui hai fatto irruzione nella vita di Spacebar è Downtown. Lo amiamo e lo ascoltiamo almeno 3 volte al giorno. Pensi che potrebbe essere la canzone che ti rappresenta di più?

Grazie per il vostro amore. In ogni brano c’è una parte di me, una parte di ciò che mi piace nella musica, il mio diverso stato d’animo. Downtown è un brano che significa molto per me perché l’ho tradotto in immagini. Non è facile tradurre in immagini la sensazione che si prova ascoltando la musica. Can’t Get Over You è forse il brano che mi rappresenta di più perché è ipnotico, romantico e rave allo stesso tempo, e in più c’è anche la mia voce.

6) La maggior parte del team di Spacebar vive a Barcellona e crediamo che potresti salire su uno dei palchi dei festival cittadini come Primavera Sound o Sonar. In quale dei due ti vedi a suonare di più l’anno prossimo?

Entrambi sono fantastici. È difficile dirlo perché non ho mai suonato in questi festival, ma non vedo l’ora di scoprirli e suonarci.

7) Stiamo vivendo un momento delicato, ci sono pochi concerti (se ce ne sono). Come hai vissuto l’isolamento e la pandemia in generale?

Sono fortunat@ a poter produrre musica in questo periodo di follia. Ho approfittato di questa situazione per fare molta musica, preparare il mio set e concentrarmi su me stess@. Sono andat@ in campagna in Francia, in mezzo alla natura, così mi sono isolat@ per creare una musica che non vedo l’ora di pubblicare presto.

8) L’industria musicale è una delle più colpite dalla pandemia. Le sale concerto, le case discografiche, i promotori e tutti i settori correlati stanno vivendo una crisi senza precedenti. Qual è la tua opinione al riguardo? Come si potrebbe cercare di salvare l’industria da una catastrofe annunciata?

La situazione è difficile per molti professionisti dell’industria dello spettacolo. Sembra un momento senza tempo da cui tutti vogliono uscire. Non so davvero come sarà il futuro e sono confus@ come tutti in questo momento.

9) Gabi Ruiz, uno dei fondatori del Primavera Sound, in un recente podcast realizzato da Radio Primavera Sound ha detto che per salvare l’industria musicale i governi devono prima di tutto iniziare a considerarla come un bene essenziale, non come una cosa secondaria. Sei d’accordo?

Nella maggior parte dei paesi europei, la musica, e soprattutto l’elettronica, non sono considerate allo stesso livello dell’andare a una mostra o dell’andare a teatro. Per me la musica è la base della nostra cultura, è ancestrale. Quindi sì, penso che la cultura e la musica siano parti di un bene essenziale per il nostro benessere.

10) Qualche musicista italiano che apprezzi particolarmente?

Giorgio Moroder!

11) Vuoi lasciarci con un brano che adori?

Non ho un brano preferito, ma adoro Born Slippy.

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