Gyoza is not food

Oggi abbiamo intervistato una delle band emergenti più promettenti del panorama musicale spagnolo. Si chiamano Gyoza e le loro canzoni ricordano diverse band rock degli anni novanta che noi di Spacebar adoriamo (ce lo diranno loro quali sono). Noi crediamo che fra non molto li vedremo suonare in qualche celebre festival di Barcellona e d’Europa. Tra le file della band c’è anche il batterista dei MOURN, band facente capo alla stupenda etichetta statunitense Captured Tracks. Noi scommettiamo su di loro. Intanto buona lettura e buona visione! Il video del brano Yes Sir, Yes Ma’am è imperdibile.

  1. Come suggerisce il nome che avete scelto, i Gyoza non nascono in un ristorante italiano, ma quando e perché nasce questo progetto?

La band si forma alla fine di agosto 2014, dopo la rottura di Adrià con il gruppo in cui suonava prima e per la testardaggine di Xavi a voler formare un gruppo con due chitarre. Successivamente Antonio si è unito come batterista e per alcuni mesi abbiamo suonato e composto canzoni senza bassista. A febbraio del 2015, Alex entra a far parte della band e ha dovuto imparare 9 canzoni con differenti tonalità in un solo mese per poter affrontare il primo concerto. A quel punto la band era pronta per iniziare le danze.

gyoza band

1 bis. Due parole su di voi e sulla vostra musica.

Sculettanti e convinti.

2. Lasciamo parlare la musica. Qual è una canzone del passato che scegliereste per descrivere al meglio la vostra musica?

Nella musica classica, l’ouverture di Poet and Peasant di Franz Von Suppé e nel rock Let’s Dance di David Bowie, ma con molta più chitarra.

3. A livello internazionale, quali sono le band di oggi che rispettate maggiormente? E, se ne conoscete, in Italia quali sono (anche del passato)?

Queens Of The Stone Age, Nirvana, Foo Fighters, Muse, Radiohead, Deftones, Engine Down. No, di italiane non ne conosciamo. Di band più o meno famose i MOURN (in cui Antonio suona la batteria, ridono).

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  1. Un film e un libro che volete vi accompagnino in questa intervista.

Film: Interstellar. Libro: Harry Potter e i doni della morte.

  1. Tra le canzoni del vostro album di esordio, Yes Sir, Yes Ma’am è sicuramente la migliore. Anche il video pubblicato di recente e realizzato da Expectativa con la tecnica del chroma key è di qualità eccellente. Ci volete raccontare un aneddoto verificatosi durante le riprese?

I bicipiti e i pettorali scoperti di Alex. Parlando sul serio, è stato molto divertente, magico e geniale. Laura e Quim sono fantastici ed è stato bellissimo passare tante ore in mutande e con la vernice verde su tutto il corpo.

  1. Dove vi piacerebbe suonare nei prossimi mesi?

A Radio3, Londra, Dublino, Pamplona. Ma anche in qualche città italiana!

  1. Che ne pensate di Raffaella Carrà?

La adoriamo, è un’icona della Spagna degli anni settanta. Quando muove la testa come solo lei sa fare è geniale. Sembra che stia sul punto di perdere la testa. Adrià è un fan accanito.

gyoza band

 

Intervista di Stefano Iuliani ai Gyoza

Foto e video di Expectativa

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