Il Mad Cool è il miglior festival dell’estate 2018

Quella del Mad Cool è una storia breve, perché ha fatto la sua comparsa nel mondo dei festival di spessore solo di recente, esattamente nel 2016. I concerti si svolgono in uno spazio di 176.000 metri quadrati chiamato Caja Mágica (ovvero “cassa/scatola magica”, e il nome è già tutto un programma), un sito multifunzionale ubicato nel quartiere San Fermín di Madrid. L’evento è promosso da Live Nation (che dal 2010 si è fusa con Ticketmaster), da ZircoZine (azienda operante nel settore audiovisivo e musicale) e dalla compagnia televisiva La Competencia.
Il direttore dell’evento si chiama Javier Arnaiz, già fondatore di altri festival importanti come il BBK Live di Bilbao, l’Azkena Rick, il BIME, il Sonisphere, l’En Vivo, il Download Festival e l’Electric Festival.

Le cifre della prima edizione del festival furono impressionanti: 23,2 milioni di euro di impatto economico sull‘intera Comunidad, 102.437 partecipanti provenienti da oltre 40 paesi e 2000 posti di lavoro creati (anche se nel 2017 ci sono state proteste del personale per motivi legati alla scarsa remunerazione e alle condizioni di lavoro). I dati dell’APM (Associazione di Promotori Musicali) dimostrano che, nella sua prima edizione, il festival si è posizionato all’ottavo posto della classifica dei festival spagnoli per numero complessivo di partecipanti.

festival spagna

Per molti si tratta di un festival che negli anni sarà in grado di competere con gli eventi già consolidati di Barcellona, tra cui il Primavera Sound e il Sónar, solo per citare i due più celebri. Non solo, per l’area geografica in cui si svolge e per la storica rivalità tra la città di Madrid e Barcellona, il festival può contare su radici solide sin da subito. La gente del posto non sarà più costretta a spostarsi in altre regioni/nazioni per assistere a un festival di qualità, implicando l’acquisto del biglietto d’ingresso, oltre che le spese di viaggio, vitto e alloggio. Inoltre, potrà anche vantarsi di assistere a concerti unici, che nemmeno altrove sarà possibile ammirare. E lo dimostra il programma di quest’anno: Alice in chains, Arctic Monkeys, At the drive in, Black Madonna, BRMC, Depeche Mode, Franz Ferdinand, Gold Panda, Jack White, Jain, Justice, Kasabian, MGMT, Massive Attack, NIN, Odesza, Pearl Jam, Porches, QOTSA, Tame Impala e Washed Out, solo per citarne alcuni.

mad cool festival

Non sarà sicuramente un festival indipendente, ma considerata la line-up proposta, noi di Spacebar due cose sentiamo proprio di doverle dire:
1) la programmazione è molto coerente, nel senso che, a differenza di tanti altri festival europei e/o mondiali, al Mad Cool non si corre il rischio di diventare bipolari, passando dall’energia dei Death from above 1979 a Solange, o dall’elettronica al trap. In questo senso, gli organizzatori saranno in controtendenza, ma complimenti al Mad Cool per il coraggio dimostrato, per la scelta stilistica e per il rispetto nei confronti di un pubblico che a volte non vuole passare dal pogo alle lacrime.
2) il paragone con il Primavera Sound è d’obbligo, non solo per l’ovvia rivalità Madrid-Barcellona, ma per le scelte effettuate in termini di grandi nomi. A prescindere dai gusti personali di ciascuno, proporre in esclusiva spagnola nomi del calibro di Nine Inch Nails, Queens Of The Stone Age, Depeche Mode, Massive Attack e Jack White ci sembra davvero lodevole rispetto ad alcune scelte discutibili del PS 2018, su tutte Migos, Haim, Lorde, A$AP Rocky, Lykke Li, Tyler The Creator, The National e The War on Drugs.
Quello di Barcellona sarà sicuramente un festival più vasto, eterogeneo e aperto alle infinite possibilità della musica; al Mad Cool 
ci saranno anche meno scoperte musicali (per cui vale sempre la pena andare al PS), ma una cosa è certa: aprire le porte ai nuovi generi e alle nuove generazioni non significa soltanto far ricadere la scelta su chi ottiene più visualizzazioni su YouTube. Infine, diciamolo chiaramente, forse gli organizzatori del PS si staranno mangiando le mani per essersi lasciati scappare alcune esclusive del Mad Cool, giustificando questa mancanza con dichiarazioni discutibili, tra cui: “A$AP Rocky, Vince Staples e Tyler the Creator sono i nuovi Sonic Youth” (e se avessero ragione?).

Detto questo, per chi (anziano o non) adora la potenza degli anni ’90, le chitarre, gli eventi con un’identità precisa e un mood regolare, il Mad Cool è il miglior festival dell’estate 2018 (temperature madrilene permettendo).

2 Comments

  1. Regaz, mi trovate 100% d’accordo con questa lettura.

    Io sono un grossissimo fan del Primavera da anni, ma la line-up dell’edizione 2018 mi ha tramortito dopo avermi caricato a manetta.

    Se ricordate infatti a dicembre 2016 erano già usciti alcuni dei nomi big (se non addirittura la line-up completa, non mi ricordo bene). Invece a dicembre 2017 hanno voluto mettere fuori il video dei 10 regaz che piangevano e si strappavano i capelli di fronte alla presentazione della nuova line-up. Quindi insomma, hanno caricato tantissimo gli animi, contando che nel 2017 fra gli altri hanno portato Aphex Twin, quindi robe da matti.
    Mi hanno portato a farmi enormi castelli, immaginavo nomi incredibili e performance da matti.

    Poi arriva il grande momento dell’annuncio. E lì tutto si è afflosciato. Proprio come quando si apre il forno troppo presto e il fantastico soufflé, che prima era super gonfio, poi si riduce a un’informe poltiglia storta.

    Insomma, col senno di poi l’abbonamento al Mad Cool me lo sarei goduto davvero alla grande. Alla faccia di chi sostiene che il Mad Cool è solo una proposta commerciale. Di questa proposta però io apprezzo davvero molto la coerenza. Roba che inizia a mancare ovunque.
    Quindi daje Mad Cool!

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