La top ten del MIRA 2019

La nona edizione del MIRA si avvicina. In programma ci sono oltre 50 attività nel campo delle arti digitali. Il festival si tiene a Barcellona dal 5 al 9 novembre, presso la fabbrica Fabra i Coats, ma quest’anno si espande ad altri spazi culturali della città: il Teatre Lliure, L’Auditori e l’IDEAL. Show audiovisivi, concerti dal vivo, installazioni artistiche immersive, proiezioni a 360º al MIRA Dome di adidas Originals, sessioni di DJ e conferenze: il MIRA festival è ormai un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti delle arti digitali.
In questo articolo, presentiamo 10 elementi imperdibili dell’edizione 2019, una sorta di “consigli per gli ascolti (e per le visioni)” con cui speriamo di fornirvi un faro di riferimento nella folta programmazione di quest’anno. A noi sembra tutto molto interessante, ma ecco la nostra top ten, con nomi noti e potenziali sorprese.

  1. Floating Points feat. Hamill Industries

Per descrivere questo artista, non ci sono parole più belle di quelle usate dagli organizzatori del MIRA stesso: “deve esserci qualcosa nell’acqua che Sam Shepherd beve, perché nessuno come lui ha una connessione diretta con le fonti più pure del jazz, del soul e della musica da ballo”. E noi confermiamo tutto. Sam Shepherd è un musicista trasversale, che negli anni è riuscito a generare sonorità uniche, passando dagli esordi drum and bass alla dance, al rock psichedelico e al jazz. Si esibirà con Hamill Industries (duo di Barcellona formato da Anna Díaz e Pablo Barquín), con cui vanta già alcune collaborazioni in passato, tra cui il video di Silhouettes e Last Bloom.

2. Alessandro Cortini

Lo conosciamo tutti per i suoi esordi con i Nine Inch Nails, ma le esibizioni di Alessandro Cortini sono l’essenza della musica elettronica. Sembra quasi che gli strumenti utilizzati diventino una sua estensione corporea. Ritorna al MIRA dopo l’esibizione del 2016, in cui aveva presentato Avanti. In quell’occasione noi di Spacebar eravamo rimasti letteralmente a bocca aperta. La sua musica è avvolgente, a tratti nostalgica, un climax di sonorità ed emozioni che incanta e invita a pensare. Torna nel 2019 con un lavoro nuovo di zecca: VOLUME MASSIMO.

3. Blanck Mass feat. Dan Tombs

Noi di Spacebar adoriamo Benjamin John Power (alias di Blanck Mass). A casa, qualcuno di noi ha tutti i vinili dei Fuck Buttons, consumati a causa dell’ascolto eccessivo. Insomma, questo artista ne ha già fatta tanta di strada, e torna al MIRA con un lavoro edito ad agosto da una delle nostre etichette preferite: Animated Violence Mild,  (Sacred Bones). Gli otto brani che lo compongono sono il risultato di un anno di autoanalisi e di dolore. Lo stesso artista, infatti, afferma: “dolore per ciò che noi come specie abbiamo perso e per esserci arresi alla nostra controparte succhiasangue: il consumismo”. Niente male come premessa. I visual saranno curati da Dan Tombs, che ha collaborato con artisti del calibro di Jon Hopkins, James Holden, Gold Panda… Abbiamo già l’acquolina in bocca.

4. Tristan Perich + Vicky Chow

Si tratta di una collaborazione tra Tristan Perich e la famosa pianista canadese Vicky Chow. Il pianoforte è invaso da una densa frenesia sonora a 1 bit. Quaranta altoparlanti, ciascuno collegato a un impianto elettronico costruito a mano, coprono il palco e accompagnano la performance di Chow, accumulandosi in una fitta cascata polifonica di note pianistiche e toni a 1 bit.
Il lavoro di Tristan Perich si ispira alla semplicità estetica della matematica, della fisica e del codice, generando composizioni che sono state descritte come “un semplice incontro tra l’elettronico e l’organico”, il tutto condito dalla performance di una delle migliori pianiste provenienti dal mondo “accademico”.

5. Perera Elsewhere

Perera Elsewhere è il progetto solista di Sasha Perera, produttrice e cantante di musica elettronica sperimentale con sede a Berlino. Conosciuta per il suo ruolo di vocalist e compositore nel gruppo Jahcoozi, combina sonorità oscure con quelle tipiche dei luoghi visitati durante i suoi viaggi. Il risultato è impressionante: composizioni elettroacustiche, astratte e dalle sfumature pop, condite da una voce mozzafiato. La sua performance al MIRA 2019 sarà accompagnata da una band live e dal lavoro visual del regista tedesco Hugo Holger Schneider.

6. Kali Malone feat. Rainer Kohlberger

Immagina uno spazio vasto e riverberante con al centro un organo che genera suoni profondi. L’artefice di tutto è Kali Malone, circondata da diversi strumenti a corda e a fiato, un liuto e un gong, tutti in risonanza con le frequenze che incanala in un Buchla 200. L’artista crea ricche texture armoniche che toccano le nostre corde emotive più nascoste. Malone ha appena pubblicato l’affascinante The Sacrificial Code (iDEAL Recordings), l’album che presenterà a MIRA 2019, dove eseguirà in esclusiva uno spettacolo A/V in collaborazione con l’artista visivo austriaco Rainer Kohlberger.

7. Nihilhoxica

Strettamente associata all’etichetta pionieristica ugandese Nyege Nyege Tapes, la band ha pubblicato due EP incredibili, entrambi registrati dal vivo, di cui l’ultimo, Biiri, riassume l’intensità, la potenza e la forza interculturale del progetto, con le percussioni indigene suonate al limite di ogni possibilità miste alla club music europea. Più che una performance, potremo assistere a un vero e proprio rituale, tra lo sciamanesimo e la danza più elettrizzante.

8. B12

B12 è il mitico duo di produttori formato da Mike Golding e Steven Rutter, considerati pionieri della techno e della IDM britannica insieme ad Autechre, Aphex Twin e The Black Dog. Dopo aver prodotto alcuni degli album elettronici più spettacolari degli anni ’90, dopo quasi 20 anni, Mike e Steve si sono incontrati nuovamente nel 2015 per creare nuova musica, suonare dal vivo e produrre una serie di EP che hanno portato all’uscita di Electro-Soma II e al rilancio dei loro vecchi album. Al MIRA 2019, i B12 presenteranno la loro innovativa performance dal vivo, che cerca di reinterpretare la loro vasta opera, mescolando magistralmente il classico con il nuovo.

9. Clark feat. Evelyn Bencicova

Non ci sono dubbi: Chris Clark è una colonna portante della storia della musica elettronica contemporanea. Con oltre 10 album, innumerevoli singoli, EP, remix , colonne sonore per serie TV all’attivo, Clark ha prodotto e pubblicato musica a un ritmo incessante. Il suo ultimo album Kiri Variations (Throttle Records) presenta una splendida collezione di pezzi misteriosi e morbosamente belli, con pianoforte, clavicembalo, clarinetto, archi, elettronica e voce. Curata dal MIRA, la performance di Clark sarà caratterizzata da un visual creato appositamente dall’artista slovacca Evelyn Bencicova.

10. Le installazioni

Last but not least, le installazioni. Sono assolutamente da non perdere. Noi di Spacebar proviamo sempre a guardarle tutte, perché sono il fiore all’occhiello di un festival eccezionale. Abbiamo atteso il “numero 10” per parlarne, perché è quello che un tempo si dava ai calciatori di maggiore spessore, quelli per cui pagavi il biglietto allo stadio. Ecco, se il MIRA fosse una squadra di calcio, il numero lo daremmo alle installazioni e alle attività parallele, dal Dome di adidas Originals alle conferenze sulle arti digitali.

OBSIDORIUM, Dualmismo, Breach Act I, Unnoticed Identities, Huma e Eyesberg con il loro show di luci 3D, ALICE, Xpansion, Smartzombies, Realness, Matteo Zamagni con Horror Vacui e tanto altro. Vedere tutto sarà impossibile, anche perché a volte bisogna fare code interminabili, e per questo vi consigliamo di raggiungere la Fabra i Coats con ampio anticipo.

Il MIRA non è soltanto un festival di esibizioni, ma anche e soprattutto uno spazio in cui si riflette e ci si aggiorna sulle tendenze delle arti digitali. Negli anni passati, ci ha letteralmente stupiti con questo genere di programmazione e non vediamo l’ora di esserci ancora. Per chi fosse alla sua prima edizione, beh, proviamo molta invidia, perché la prima volta non si scorda mai. Per chi invece non ha ancora deciso di comprare il biglietto, ecco l’aftermovie della scorsa edizione. Manca solo qualche giorno…

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