L’ammaliante nu-soul di LNDFK

Anche se il nome appare impronunciabile e spigoloso, LNDFK è tutt’altro che questo. Dall’incontro della femminilità delicata e suadente di Linda Feki e del talentuoso producer Daryobass, nasce un universo musicale plasmato di soul, jazz, black music, trip-hop e beatmaking. Un melting pot di generi che unisce tradizione e modernità e che rispecchia molto la personalità della cantante e del producer. Abbiamo fatto due chiacchiere con Linda, figlia di due culture, nata in Tunisia, cresciuta a Napoli e formatasi nelle metropoli occidentali nonché ammaliante voce di LNDFK.

Tracciando un triangolo immaginario tra Tunisia, Napoli e il posto in cui ti trovi mentre leggi, ci puoi parlare un po’ di te, delle tue origini e di come questo triangolo abbia influito sulla tua musica?

Credo che il fatto di essere cresciuta tra due culture diverse mi abbia fornito la capacità di guardare le cose da prospettive differenti e di considerare le differenze come punti di forza, come ciò che rende unici e speciali. La cosa che ho ereditato è senz’altro un approccio privo di pregiudizio e questo mi ha dato la possibilità di esplorare la musica con un atteggiamento libero, incentrato sulla ricerca e rivolto alla sperimentazione. La cultura araba ha per certi versi degli aspetti diametralmente opposti a quella occidentale. Quando ero bambina vidi le mie zie produrre un suono simile a un ululato e ne restai profondamente colpita. Successivamente scoprii che il nome di quel suono era zaghroutah. Da lì in poi sono andata alla ricerca della stessa emozione che avevo vissuto in quel momento ambendo a impadronirmi di una modalità più tribale, più istintiva. Ciò che continuo a ricercare nella musica è quella sensazione di viva connessione con la vitalità dell’Africa e più precisamente quanto ciò abbia influito sul mio modo di vivere la musica e il groove.
A Napoli ho trovato qualcosa di simile, una certa spontaneità, un attitudine selvaggia, che talvolta si declina in quella ferinità vitale che si ritrova anche nella musica neo-melodica, che considero più interessante di alcuna musica italiana, in quanto più immediata e autentica. Napoli mi ha regalato la melodia, e mi ha educata alla poesia, che si annida nei vicoli della città, nelle parole della musica napoletana e nel dialetto.

Mi sveglio e accendo la radio, cercando di sintonizzarmi sui canali che si addicono al mio umore. Mentre lavoro al PC ascolto musica. Mentre mangio, preferisco ascoltare musica (i telegiornali mi sono sempre stati sulle scatole e credo che l’oroscopo dica più verità). Arriva il momento del bar: se non c’è musica, non entro nemmeno. Beh, tutto questo per dire che la musica è una costante della mia vita e probabilmente di quella di tanti. In quale momento della giornata faresti irruzione nella mia vita con la tua musica e perché?

Io non farei mai irruzione con la mia musica! Questa risposta potrei lasciarmela suggerire da tutte le persone che mi hanno scritto di recente. Qualche tempo fa ho pubblicato sulle IG stories uno screenshot di un messaggio di Whatsapp, nel quale un’amica mi raccontava di aver fatto sesso con Catch your Breath in sottofondo e che era stato incredibile. Dopo quel momento, moltissime persone mi hanno scritto di essersi incuriosite e di voler sperimentare con i miei pezzi. Ho iniziato a ricevere molte recensioni dopo il test e mi ha divertito moltissimo. Onestamente la trovo una gran cosa, ma sicuramente una di quelle di cui non farò mai esperienza diretta. Trovo bellissimo che la mia musica possa avere la fortuna di inoltrarsi in un momento tanto intimo e soprattutto un momento connesso totalmente al piacere.

A giugno approderai a Barcellona per la diciannovesima edizione del Primavera Sound. Sei italiana e noi italiani a Barcellona siamo davvero tanti. Sei contenta di esordire su un palcoscenico simile e perché gli italiani trapiantati in Catalogna non possono perdersi il tuo concerto? Parlaci della tua musica.

Sono davvero entusiasta all’idea di vivere un’esperienza del genere. Mi sento molto fortunata ad avere la possibilità di far ascoltare la mia musica. Di solito, quando faccio musica, mi focalizzo esclusivamente su quello che voglio esprimere e su quello che sto provando nell’esatto momento in cui lo faccio. A fare la differenza non è tanto il posto in cui lo faccio, ma le persone con cui sto condividendo quel momento e che, naturalmente, lo influenzano. Mi sento innanzitutto molto felice di poter condividere quest’esperienza insieme a Dario Bass e Alfonso Donadio, e curiosa di sapere quanto le persone che ascolteranno saranno capaci di influenzare quello che faremo e viceversa.
La cosa che mi rende entusiasta, in relazione al Primavera Sound Festival, è quella di avere la possibilità di interfacciarmi con un pubblico più vasto del solito, internazionale, proveniente da posti diversi del mondo e, soprattutto, curioso e interessato davvero alla musica. Sapere che anche solamente due persone su dieci possano in qualche modo sentirsi arricchite, incuriosite o ispirate dalla mia musica, mi fa sentire di aver dato qualcosa di significativo. Con un pubblico così ampio e appassionato ci saranno più probabilità che ciò accada.
Quello che posso dire sulla mia musica, senza finire a parlare di genere e influenze, è che mi sono completamente distaccata dall’idea di fare musica per intrattenimento, nonostante essa conservi questa funzione a prescindere dalle mie intenzioni, e che quello che sto cercando è un suono che sia davvero personale, autentico e sincero. Al Primavera suoneremo per la prima volta alcuni dei brani del nuovo disco e questa è la parte migliore.

 

LNDFK spacebar

Torniamo a Napoli. Siamo più o meno coetanei e l’abbiamo vissuta praticamente negli stessi anni e, se non vado errato, anche negli stessi posti. Che cosa vorresti non cambiasse mai di quella città e che cosa ti manca del centro antico pre-gentrificazione?

Onestamente, tutte le volte che torno a Napoli, non faccio altro che mangiare. Ma proprio me la vivo come fosse un’esperienza mistica e mi dico: «Ok, non sai tra quanto ti ricapiterà di mangiare questa cosa incredibile random!» e, per qualunque cosa io ordini, ho preso la cattiva abitudine di ripetere la cifra che mi dice il cassiere. Tipo:
«Sono 5 euro».
«5 euro?».
«5 euro».
«Ok, questo 5. E l’altro?».
«No, signorina, sono 5 euro in totale».
A Milano questo proprio non mi succede.

Hai vissuto in molte città (Napoli, Parigi, New York, Roma, Milano, ecc.). Che cosa  insegui e quali sono le tre canzoni che non elimini mai dalla playlist del tuo iPod?

Qualche anno fa qualcuno mi ha fatto la stessa domanda e la mia risposta fu: “cerco un posto che mi faccia sentire a casa”. A Milano mi sento davvero a casa, anche se sono già alla ricerca della mia prossima città. La verità è che sono insaziabile. “L’avvenire è dei curiosi di professione”.

Tron Song – Thundercat
Flora Purim – Windows
Enzo Carella – Amara

Parlaci del tuo ultimo lavoro: Love Bombing.

“Il love bombing, letteralmente bombardamento d’amore, è un’espressione che indica la manifestazione deliberata di affetto, costituita da una intensa manifestazione di amicizia e di attenzione, esercitata allo scopo di ottenere un’influenza sulla persona coinvolta”. Consiste in un corteggiamento serrato e inizia con la fase di idealizzazione seguita successivamente da quella dello scarto. Questo pezzo racconta una storia, che non ha l’obiettivo di demonizzare coloro che assumono tale atteggiamento, né di svilire chi lo subisce. Il motivo che mi ha spinta ad affrontare questo tema è il desiderio di restituire alla musica il potere di indagare alcuni aspetti della vita e incoraggiare chi ascolta ad approfondirli informandosi. Ho sentito la necessità di far luce su quale sia la linea che separa la figura del carnefice da quella della vittima in una relazione tossica, scoprendo infine l’inesistenza della netta separazione tra i due ruoli. Proprio per questo ho preferito non esprimere giudizi di valore su nessuno dei due, ma limitarmi a descrivere le due posizioni.

Se dico “disagio”, tu che dici?

Una scenetta dei film di Troisi con cui ti piacerebbe chiudere l’intervista (se preferisci puoi scegliere qualsiasi scenetta di altri artisti).

Scelgo Nanni, che è un po’ come se facesse parte della mia comunità fantasma.

 

 

 

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