Lina Simons: l’hip hop del futuro in fuga dalla mediocrità italiana

Questa intervista ci piace molto per vari motivi. Primo perché crediamo di aver scovato una delle figure più promettenti della scena hip hop italiana ed europea. Secondo, i suoi testi esprimono grinta, per dirla ai Massimo Volume: “C’è forza nelle sue parole”. Infine, oltre a promettere bene, pensiamo che nei prossimi anni riuscirà a spaziare molto tra i generi, perché ha una voce che le consente di fare praticamente tutto. Ecco a voi Lina Simons.

  1. Parlaci un po’ di te, delle tue origini e di come hanno influenzato la tua musica.
    Ueee! Mi chiamo Lina Simons e faccio la rapper e la presentatrice radio! Sono afroitaliana, nello specifico metà italiana e metà nigeriana. Le mie origini, in realtà, hanno influenzato poco la mia musica. Forse solo dal punto di vista linguistico, perché scrivo in inglese e a volte utilizzo il pidgin. Fondamentalmente, sono cresciuta con Michael Jackson, Black Eyed Peas e Gigione.

    2. Dove vivi adesso e perché?
    Vivo a Londra da quasi 3 anni! Mi sono trasferita qui perché faccio musica in inglese e all’epoca pensavo che qui mi avrebbero capita di più, in tutti i sensi. E così è stato. Ho sempre avuto il desiderio di emigrare, perché i paesi della provincia italiana li trovo abbastanza monotoni. E niente, l’ho semplicemente fatto.

3. Tu gestisci anche una pagina Facebook in cui non parli solo di musica, ci spiegheresti per quale motivo è nata questa esigenza?
Sono cresciuta in un piccolo paese nella provincia di Benevento. Fino a 17-18 anni, in zona, io e mia madre eravamo le uniche nere. Mi sono integrata e mi hanno fatto integrare. Sono stata fortunata. Ovviamente, non è sempre stato tutto rose e fiori. Soprattutto per il carattere che mi ritrovo. In un contesto così, contano anche le piccole cose, come quando vai alla posta e tutti presumono che tu non sappia parlare italiano. Poi articoli il congiuntivo meglio di un italiano del posto e loro affermano: “Ah, parli meglio degli italiani allora!”. Beh, questi sono gesti che mi hanno segnata.
In ogni caso, credo che se non vivi determinate cose in prima persona, non potrai mai capire a fondo cosa si prova, però puoi essere sensibilizzato ed evitare di dire stronzate.
L’esigenza di creare questa pagina è nata dalla necessità di esprimere la mia frustrazione con ironia e avvicinare a modo mio gli italiani a noi afroitaliani.

4. Come definiresti la tua musica e quali sono gli artisti e le band che ti hanno influenzato maggiormente?
Definirei il mio genere attuale come hip hop. Mi hanno influenzata molti artisti di vari generi: Aretha Franklin, Ray BLK, Iggy Azalea, Lola Wolf, Rico Nasty e la lista potrebbe essere infinita.

Lina Simons

5. Che cos’è per te il successo e dove vuoi arrivare con questa splendida voce?
Per me il successo sarebbe svegliarmi ogni giorno e fare ciò per cui sto lottando, cioè musicaaaaaa.
Idealmente su uno yacht.

6. Tra gli artisti italiani, chi sceglieresti per una collaborazione?
Mi piacerebbe collaborare con il mio bro Yank. È uno dei primi artisti afroitaliani che ho ascoltato ed è davvero un figo! Se leggerai questo Yank, sappi che dobbiamo collaborare! Poi in lista ci sono Capoplaza e Coco.

7. Che cosa ne pensi della trap, genere tanto discusso e in voga al momento?
La adoro, se fatta bene. Travis Scott e Rico Nasty al momento sono nella mia Top List.

8. Che cosa ne pensi invece dell’Italia e dei motivi che ti hanno spinto a lasciarla?
Penso che l’Italia sia arretrata da molti punti di vista. L’ho lasciata perché non ho mai visto il mio futuro lì e non avevo più forze per combattere con l’italiano medio. Preferisco usare le mie riserve di energia per creare musica.

Lina Simons

9. Se ti dico “disagio”, tu che cosa dici?
Johanna Browm, a disagiat.

10. E se dico “Mediterraneo”?
Dieta!

Lina Simons
11. Una canzone, una serie TV e un libro con cui desideri concludere questa intervista.
La mia canzone del momento è Trust Issues dei NSG.
Serie TV direi Baki perché adoro gli anime.
Libro: Per amore, solo per amore di Campanile.

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