Primavera Club 2017: che cosa vedere?

Per chi non lo sapesse, il Primavera Club è il fratello minore e autunnale del Primavera Sound. Il festival è meno celebre rispetto alla versione estiva, ma presenta un programma di tutto rispetto. Si svolge presso la Sala Apolo, con alcuni concerti gratuiti presso il Centre Cultural Albareda. Ecco una guida utile per muoversi tra i vari palchi della manifestazione e scoprire qualche band emergente che di certo farà parlare di sé nei prossimi anni.

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Venerdì 20 ottobre

  1. Il primo concerto a cui vale la pena assistere inizia alle 20:45. Si chiamano Sex Swing. Vengono dal Regno Unito e fanno davvero casino. Mischiano sonorità psichedeliche, drone metal e krautrock. Forse sarebbe stato meglio concedergli un orario più notturno, perché alle nove si rischia di non ascoltarli con i giri giusti.
  2. Ore 24:00. Tocca a David Shaw, alias Siskid e conosciuto per le collaborazioni con Vitalic o Balckstrobe, e Dombrance. I due si sono conosciuti a Parigi e da allora esprimono il loro amore per il french touch e le sonorità Madchester attraverso il progetto DBFC. Psichedelia, krautrock e shoegaze si fondono per dar vita a una bouillabaisse elettronica davvero interessante. Da non perdere.
  3. Alle 02:25 tocca ai Flat Worms, un trio di Los Angeles formato da membri degli The Babies, The Oh Sees, Ty Segall e dalla band di Kevin Morby. Insomma, la premessa non è niente male e noi non ce li perdiamo. Rock allo stato puro.
  4. Per chi non ama il rock ma preferisce l’elettronica, alle 02:25 inizia l’esibizione di Marc Piñol. Si tratta di una techno introspettiva simile a quella del primo Talabot, con sonorità uniche in cui si mescolano rock progressivo ed elettronica. Bravo.

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Sabato 21 ottobre

  1. Il primo concerto degno di nota è alle 13:00, in pratica con cornetto e caffè. La band si chiama Camila Fuchs. Non capiamo perché abbiano deciso di farli suonare in un orario sfavorevole, perché la voce incantevole della cantante (Camila de Laborde) e le sonorità analogiche e modulari si fondono in un prodotto che regala grandi emozioni. Krautrock e techno sperimentale accompagnano la delicatissima voce di Camila. La band più attesa da Spacebar!
  2. Il secondo concerto più interessante è di Blanck Mass, alle 01:25. L’artista è già noto agli amanti dell’elettronica e non ha bisogno di presentazioni. Mentre i Fuck Buttons proseguono nell’attesissima pubblicazione del loro nuovo album, uno dei due membri della band, Benjamin John Power, continua le sue sperimentazioni elettroniche con i Blanck Mass. Da non perdere, è sicuramente la band più famosa di questa edizione.
  3. Altri concerti di un certo spessore sono quelli di Poolshake e Tonstartssban, entrambi per gli amanti del genere rock, a cavallo tra psichedelia e interventi elettronici. I primi suonano alle 20:15, mentre i secondi alle 00:30. Da non perdere.

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Domenica 22 ottobre

  1. Il programma domenicale è quello meno ricco in quanto a numero di band, ma più interessante in termini di valore. Ci piacciono quasi tutte le esibizioni, ma su tutte consigliamo quella delle 13:00 dei Rakta. Si tratta di una band di San Paolo, vera e propria speranza del post-punk brasiliano, a tratti noise e psichedelica. La band è composta da tre ragazze che fanno tanto rumore sul palco.
  2. Alle 21:00 tocca ai Low Island. Per gli amanti dei Radiohead, si tratta di un concerto da non perdere. Certo, il paragone è un po’ affrettato e pericoloso, ma noi ci crediamo. A tratti ricordano anche i Caribou. Insomma, una miscela davvero interessante. Crediamo si tratti del fiore all’occhiello di questa edizione e scommettiamo che riusciranno a ritagliarsi un posticino anche per l’edizione estiva del festival.
  3. Per gli amanti del rock, da non perdere i Cocaine Piss alle 21:45 e gli Happy Meals alle 20:35.

rakta

Sicuramente anche l’edizione 2017 del Primavera Club non deluderà le attese e farà innamorare i presenti di qualche band emergente che in futuro farà parlare di sé. Inoltre, invitiamo tutti a partecipare per i prezzi molto bassi rispetto al Primavera Sound, per la qualità della musica e per la tranquillità che si respira all’evento, caratteristica introvabile nella versione estiva del festival.

Di Stefano Iuliani

 

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