Primavera Club 2018: non perderti queste band!

Per chi non lo sapesse, il Primavera Club è il fratello minore e autunnale del Primavera Sound. Il festival è meno celebre rispetto alla versione estiva, ma presenta un programma di tutto rispetto (per intenderci, nel 2009 passarono da queste parti anche i Beach House). Si svolge presso la Sala Apolo, con alcuni concerti gratuiti presso il Centre Cultural Albareda. Ecco una guida utile per muoversi tra i vari palchi della manifestazione e scoprire qualche band emergente che di certo farà parlare di sé nei prossimi anni o addirittura già in estate in qualche festival maggiore.

VENERDÌ:

primavera club 2018

Per Spacebar nella giornata di oggi si esibiranno due grandi nomi: GNOD ed HEAD TECHNICIAN. I primi arrivano da Manchester e mescolano sludge, krautrock, noise e post-punk. Insomma chi più ne ha più ne metta. Il risultato è psichedelia allo stato puro e secondo noi dal vivo sono incredibili.
Head Technician è tanti nomi insieme: Martin Jenkins, ossia Pye Corner Audio, ma con lo pseudonimo di Head Technician vuole trasmettere l’anima oscura dell’elettronica, un po’ come quelli che amano i club ma se ne stanno sempre in disparte. Elettronica dark da non perdere. Gli altri nomi da non perdere sono secondo noi Boy Pablo (un po’ Mac DeMarco) e Kuniyuki, da Sapporo, che dal 1994 ci delizia con della musica elettronica unica (house futurista, talvolta jazzy, a volte quasi balearic), è ormai un caposaldo del genere.

SABATO:

primavera club 18

Per la giornata di sabato proponiamo un flow più hiphoppeggiante, in particolare Flohio. Dal Regno Unito con furore. I suoi testi sono vere e proprie staffilate liriche, alla maniera di Kate Tempest, condite da sonorità molto crude e black. Lei ci stupirà di certo. Ci mettiamo la mano sul fuoco: la rivedremo anche al Primavera Sound.

Consigliamo anche Tyron Frampton, aka slowthai. Come scrivono sul sito del PC 2018: “è pericolo, eloquenza, rabbia, appartenenza ai sobborghi di Northampton, umore nero, caos e crudeltà (quella di un ragazzo di 23 anni cresciuto lontano dal centro del mondo). Lui è energia, un’energia che dal vivo esplode, soprattutto quando Frampton, quasi con le palle al vento e in mezzo al pubblico, onora quelli che hanno affermato che il punk oggi vive nei tunnel sotterranei dell’hip hop”. Insomma, le premesse sono straordinarie e rappresentano un po’ la nuova filosofia del Primavera Sound. Da non perdere.
Per concludere, consigliamo un po’ di elettronica ben fatta, quella degli incappucciati e underground Zbel.

DOMENICA:

PRIMAVERA 2018

Se è vero che di domenica ci si rilassa, proponiamo un ultimo giorno di decompressione tutto all’insegna del rosa: Snail Mail e Stella Donnelly. Indie rock anni ’90 che ci accompagnerà alla chiusura dell’ennesima grande festa della musica di Barcellona. In particolare, il Primavera Club è sempre un trampolino di lancio per band emergenti (ma non troppo) ed è ancora più accessibile del fratello maggiore, il Primavera Sound, sia in termini di prezzo che di location (in pieno centro!). Inoltre, accoglie svariati generi, dall’hip hop all’elettronica, passando per indie, pop, psichedelia e tanto altro. Insomma, non perdetevelo e buon ascolto!

 

 

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