Primavera Sound 2018: la trap e Puigdemont, scacco al re

Si è appena conclusa la diciottesima edizione del Primavera Sound. Il festival più gettonato di Barcellona ha raggiunto la maggiore età e anche quest’anno non poteva che regalarci emozioni forti, con una programmazione trasversale e che non ha paura a passare dal rock più duro di qualche decennio fa al pop mellifluo dei giorni nostri, passando per un’intera scaletta dedicata all’elettronica e alla trap.

Come in ogni post-diciottesimo che si rispetti, tra nostalgia e un po’ di piacevole stanchezza, arriva il momento di tirare le somme. Questo articolo presenta qualche dato sull’edizione 2018 e una serie di riflessioni sulla line-up più discussa degli ultimi anni, in cui il re, Puigdemont e Migos hanno rivestito un ruolo fondamentale.

primavera 2018

In quanti eravamo e con quale provenienza?

Anche quest’anno il festival fissa un nuovo record, con una media di 60.000 primavera sounders al giorno e un totale che supera 210.000 persone. In termini quantitativi, la crescita del festival è imbarazzante. Basta guardare il grafico qui sotto per capire quali siano i numeri che sono alla base del successo di cotanta bellezza. Rispetto alla precedente edizione, sono stati venduti 5000 biglietti in più al giorno. Il pubblico proviene da 126 paesi diversi e per il 55% è costituito da stranieri. Sono cifre da capogiro.
Lo stesso discorso vale per le band. Come abbiamo scritto nell’articolo pubblicato subito dopo il lancio della line-up iniziale, quello del 2018 è stato un cartel “mondiale” per la presenza di tutti e cinque in continenti sul palco. Inoltre, per riprendere le parole usate dagli stessi organizzatori, il PS 2018 è stato “stellare” per i grandi nomi invitati, “trasversale” per la presenza di quasi tutti i generi musicali, “al femminile” per le tantissime donne che si sono esibite e per la possibilità di segnalare eventuali aggressioni sessuali, “nero” per i numerosi artisti hip hop, rap e trap, “attuale” per la capacità di restare a passo coi tempi, “fedele” per i numerosi fedelissimi che hanno suonato e infine “aperto alla città” (per la prima volta infatti erano previsti sconti per gli abitanti di Barcellona).

primavera sound affluenza

Il re e la trap: god save the king!

Il 14 maggio scorso, l’Audiencia Nacional ha concesso un periodo di 10 giorni al rapper Valtonyc per presentarsi alle autorità e scontare la condanna a 3 anni e mezzo di carcere per i versi delle sue canzoni, che fungono da “istigazione al terrorismo e ingiurie alla corona”. Il rapper non si è mai presentato alle autorità e in Spagna, negli ultimi tempi, non si tratta del primo caso di artista condannato per la propria attività (vedi Pablo Hásel e il collettivo La Insurgencia).
Il Primavera Pro (spazio dedicato ai professionisti del settore) ha seguito con enorme apprensione il caso di questi artisti. Pertanto, ha ritenuto necessario organizzare in associazione con Amnesty International la conferenza intitolata Quando fare rap è un delitto: la libertà di espressione in Spagna è sotto attacco. In questa occasione, Amnesty International ha tentato di spiegare se ci fossero presupposti legali alla base di queste decisioni alquanto autoritarie.

Ben altri toni ha utilizzato l’artista trap C. Tangana durante la conferenza di apertura del festival intitolata C. Tangana, Bad Gyal e Yung Beef: i tre tenori della trap?, tenutasi il 30 maggio presso l’Hotel AC, nelle vicinanze del Forum. Quando un giornalista ha chiesto che cosa ne pensassero i tre artisti di quello che sta succedendo ai loro colleghi, C. Tangana ha risposto: “il re sono io, il re è uno stronzo, la madre del re mi succhia le palle, quella che ora chiamano regina faceva la presentatrice in TV, e questo resta per me. Mettano in carcere anche me, vado in Belgio e da lì dirò quello che penso. […] Il re non ha nessuna legittimità, nessuno lo ha eletto, non dovrebbe trovarsi lì”.

Si tratta di parole forti, autentiche e coraggiose, che oggigiorno è raro sentire in una conferenza stampa di così ampio respiro. Questo ci dimostra quanto siano stati altrettanto coraggiosi gli organizzatori ad aprire le porte del festival a un genere come la trap, che in questi giorni ci ha stupito soprattutto per l’irriverenza dei suoi rappresentanti e per la forza delle loro parole, sul palco e in tutte le sedi in cui gli fosse fornito un microfono. La conferenza è stata introdotta da uno dei direttori del PS con le seguenti parole: “oggi dichiaramo le nostre intenzioni. Si tratta di una scommessa per il talento locale, per un tipo di musica ben definito e per artisti che abbiamo voluto molto qui al Primavera Sound”. Si tratta di parole d’amore e che secondo noi sono alla base dell’enorme successo di questa edizione. La conferenza è stata condotta da Alicia Álvarez, direttrice del programma sulla musica “urbana, di periferia e di margine” chiamato El bloque.
Ecco l’estratto della conferenza da Spacebar gentilmente sottotitolato in italiano:

Puidgemont e Migos: unici due Unexpected

Sono le 04:00 di domenica mattina. Palco Ray-Ban. Come ogni anno la chiusura ufficiale spetta a DJ Coco, che prima dell’esibizione fa distribuire dallo staff alcune mascherine. Quest’anno il prescelto è stato Puigdemont, ex presidente della Generalitat della Catalogna e principale detonatore del referendum per l’indipendenza di ottobre, che ha provocato non poche critiche e scontri di natura politica, tra cui l’arresto dello stesso Puigdemont (ora libero) e di altri politici indipendentisti.
A poche ore dalla conclusione del festival, l’organizzazione ha dichiarato la propria estraneità ai fatti. Si tratterebbe quindi di una scelta dello stesso DJ Coco, che può essere opinabile, ma una cosa è certa: più della metà dei presenti si è chiesta di chi fosse quel volto, pensando fosse il primo Unexpected di questa edizione.

Per quanto riguarda i Migos, pare abbiano perso un aereo. Peccato! In tutto il nostro inno alla trap di questa edizione, quella dei Migos è una macchia, della band e del festival, messa in evidenza durante il concerto più esplosivo di questa edizione, quello degli Idles, che hanno dedicato “educatamente” un paio di pezzi al trio statunitense, in particolare questo.

tangana re

The winner is…

In fondo, quella di ricercare vincitori e sconfitti ci risulta una stronzata. Ognuno ha gusti diversi, non esiste il dono dell’ubiquità e non è possibile partecipare a tutte le esibizioni. Le esperienze sono personali e tutte differenti, però qualche ringraziamento vogliamo farlo. Innanzitutto, la scaletta di giovedì costituita da James Holden & The Animal Spirits > Fever Ray > Mount Kimbie > Nils Frahm > Four Tet > Carpenter Brut è qualcosa di irripetibile e davvero brutale! Sono anni che partecipiamo, ma una giornata così non l’avevamo mai vissuta. Poi, oltre ai già nominati Idles, un grazie sincero a Kyle Dixon & Michael Stein, Mike D, Oneohtrix Point Never, Dead Cross, Jon Hopkins, Jlin e The Blaze.

trap primavera

Infine, grazie al Primavera Sound che come ogni anno ci delizia con un’offerta musicale e professionale di prim’ordine. Partecipare al Primavera PRO è stato davvero formativo, un’esperienza unica. Per quanto la line-up di quest’anno sia stata ampiamente criticata, è servita come spunto di riflessione e a noi di Spacebar ha aperto decisamente gli occhi: Bad Gyal, C. Tangana e Yung Beef non sono i nuovi Sonic Youth, non lo saranno mai e non è necessario inventarsi una motivazione del genere per accogliere nella più grande festa della musica d’Europa una serie di band irriverenti, spettacolari e semplicemente differenti. Alla domanda di un giornalista che chiedeva “che cos’è la trap?”, Yung Beef ha risposto: “è attraversare la frontiera con un chilogrammo di cocaina”. Ecco, per l’ennesima volta, The winner is Primavera Sound

primmmavera

Per la conferenza integrale (in lingua spagnola) fai clic qui.
Foto ufficiali del Primavera Sound di Dani Canto, Paco Amate, Alba Ruperez
Foto di copertina di Gemma Capezzone

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