Tabacco, una tempesta lunare in arrivo

L’avventura musicale di Andrea Tabacco comincia nel 2001 quando inizia a cantare e a scrivere canzoni con gli Elton Junk, con cui pubblica Moods (2004), Piss on a dead tree and watch it grow (2003), Because of Terrible Tiger (2007) e Loophole (2010)Nel 2006, 2007 e 2010 Andrea viene invitato da Jean Hervè Peròn (voce e mente dei Faust) a esibirsi all’Avantgarde Festival nei pressi di Amburgo. Li partecipa a un progetto di Instant composing che prende il nome di Instant Drone Factory e collabora con artisti di fama internazionale. Con loro registra 4 dischi : Critical Mass (2006); Live (2007); Ho Avuto Paura del Mare (2011) e Moving into darker Places non ancora pubblicato.

Nel 2011 Andrea decide di prendersi una pausa dagli Elton Junk e di esplorare nuove strade. Lo fa con un progetto solista che mantiene la visionarietà degli Elton Junk, ma se ne discosta sotto diversi punti di vista. Ecco, in questa intervista cerchiamo di scoprire come, alla ricerca di qualche dettaglio in più sul suo recente lavoro chiamato Tempeste Lunari (Millesei Dischi)…

– “Che cosa mai avranno da dire? Questa gente ha mille lire, questi schiavi del potere. Sono tutti quanti in corsa, noi lasciamogli la torta e prendiamoci del miele” (dal brano Del Miele degli Elton Junk, 2010).
Ecco, sono passati 8 anni da quando scrivevi queste parole. Parlaci un po’ del miele che contraddistingue i tuoi esordi musicali.

Bei ricordi, anni passati a fare musica senza compromessi con dei bravi musicisti, tentando di farsi sentire e conoscere in un paese che non ci considerava granché… Abbiamo fatto scelte coraggiose e qualcuno evidentemente ancora si ricorda di noi. Di questo sono molto contento.

– Quando e come è scattata nella tua testa l’esigenza di creare quello che definisci il “funambolico progetto multimediale di Andrea Tabacco”?

Forse è scattata proprio con la canzone che hai citato. Era l’ultimo pezzo dell’ultimo disco degli Eltons. Lo composi da solo al computer in una giornata estiva e mi dette da subito il presentimento che le cose stessero per cambiare. Ancora non sapevo che direzione avrei preso, ma fu da subito chiara la scelta della lingua italiana e dell’elettronica.

– È molto interessante leggere le parole con cui definisci il tuo progetto: “Andrea usa la sperimentazione, applicandola al pop, creando così musica accessibile ma allo stesso tempo avant-garde. Funk, rock ed elettronica si fondono dando vita alle tempeste lunari, un viaggio musicale ai confini del cosmo alla ricerca di forze primordiali e creature di sogno”.
Che cosa ti ha spinto a cercare queste forze e creature attraverso canzoni che sanno di funk, rock ed elettronica?

L’uso dei ritmi e delle melodie è funzionale alla creazione di paesaggi sonori. Uso i generi e le influenze, come mattoni per creare un “posto musicale”. Se si riesce a creare questo posto, li può prendere atto la rappresentazione.
Volevo che questo disco fosse un fluire serrato di energie, perché così mi immagino le Tempeste Lunari. Un susseguirsi di esplosioni invisibili, raggi cosmici, onde gravitazionali….
L’uso di quei generi musicali, presumo, mi ha aiutato a creare il posto musicale in cui ambientare le mie Tempeste Lunari.

– “Non ho poeti da citare, frasi di riferimento. Sono stato ieri in riva al mare ed ho visto dove tira il vento. È la luna nuova, è nascosta come l’assassino, come lo sparo di un proiettile” (dal brano È la luna nuova di Tabacco).
Ecco, non avrai poeti da citare né frasi di riferimento, ma ci saranno riferimenti musicali che ispirano in qualche modo le tue canzoni?

Ce ne sono tantissimi, più o meno consapevoli, più o meno voluti. Ma non credo che l’ispirazione venga dai riferimenti musicali. Quelli semmai entrano in gioco dopo, al momento di contestualizzare l’ispirazione. Io credo che l’ispirazione ci venga dall’esterno e sia un evento rivoluzionario e, fino a quel momento, per noi inconcepibile.

– Uno dei tuoi testi/canzoni che apprezzo maggiormente fa “È la mia parte strappata, la mia scatola vuota, la pancia che comanda la mia testa e mi manda a ruota. Oh la sua parte bagnata, sempre bagnata, è la parte che stanotte va leccata” (dal brano Una parte bagnata di Tabacco).
In questi versi io ci vedo tanti autori del mondo letterario, come è giusto che sia. Magari io ci vedo Tizio, mentre Caio ci vede Salvini. Questo è il bello dell’arte, ma te la senti di citare qualche scrittore che ha influenzato davvero il tuo modo di scrivere?

Non me la sento di citare nessuno, tanto meno nel campo della letteratura. Ti posso dire che la scrittura mi è sempre arrivata in modo alluvionale. Prima un’immagine, o una parola… poi una frase e da quella tutto il resto. Arriva tutto da sé. In più, il testo deve sposarsi necessariamente con la musica. Questo è sufficiente a esaurire il processo creativo, non c’è spazio per altro.
È come una matassa da sbrogliare. Basta trovare il capo e tutto il resto viene da sé.

– I tuoi video sono davvero interessanti. Li definirei un inno all’imperfezione, quella cosa che ci ricorda che gli effetti speciali sono roba da Hollywood e da cinema per ricchi. Tra il kitsch e la personalità degli anni ’80, creano con pochi espedienti uno stile e un mondo tutto personale. Parlaci un po’ di come traduci in prodotto multimediale le tue “creature di sogno”.

Parte tutto dalla mia passione per il fumetto credo. L’aspetto visivo si accompagna spesso a quello musicale. Ho deciso di usare la scarsità di mezzi a mio favore ed applicare l’aberrazione del linguaggio fumettistico al video, in risposta ai tanti video che mi capita di vedere dove l’aspetto tecnico è magari super curato ma che alla fine risultano un po’ noiosi.

– E come trasformi un live in una tempesta lunare?

Porto il mio personal computer, organizzo le varie scene del live, ci aggiungo dei video da proiettare e poi suono la mia chitarra, canto e campiono cose sul momento. Anche una macchina del fumo ci sta bene.

tabacco andrea

– Se dico “sotterfugio” tu che dici?

Non è più tempo di “sotterfugi” ora infuriano le “tempeste lunari” .

– E se dico “trap”?

“Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco!”

– Un libro, una serie tv/film e una canzone con cui desideri concludere questa intervista…

Libro: Essere Pace di Thích Nhất Hạnh
Serie tv: The Handmaid’s Tale
Canzone: Private Idaho – The B-52’s

tempeste lunari tabacco

Intervista di Stefano Iuliani ad Andrea Tabacco

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