Barcellona, 17 agosto 2017, ore 16:00.

Barcellona, 17 agosto 2017, ore 16:00.

Mi chiamo Gianpaolo, con la N, e di professione faccio l’intellettuale. Vivo a Barcellona. Sono tendenzialmente paranoico e provocatore. Come ogni giorno da tre anni a questa parte, alle 16:00 esco di casa per raggiungere il bar La Bodegueta, nei pressi della Rambla. Qui fanno un ottimo caffè espresso, cosa rara nella capitale catalana, e c’è abbastanza silenzio per leggere attentamente le principali notizie dei quotidiani cartacei e online. Il primo articolo che leggo è di cronaca ed è pubblicato da La Vanguardia:

[Arran rivendica l’attacco al bus turistico e lo mostra in un video

Arran, l’organizzazione indipendentista e della sinistra alternativa, sezione giovanile della CUP (Candidatura d’Unitat Popular), ha rivendicato l’attacco subito da un autobus turistico a Barcellona. “Non è turismofobia, è autodifesa contro il quartiericidio”, ha assicurato l’organizzazione tramite un comunicato.

Gli attivisti di Arran hanno imbrattato con della vernice il veicolo e hanno bucato gli pneumatici per denunciare il modello turistico massivo “che ammazza i quartieri, distrugge il territorio e condanna alla miseria la classe operaia. Agiamo legittimamente contro un modello che ci vuole schiavi”, hanno affermato gli autori dell’assalto. […] Vari incappucciati hanno fermato il veicolo, hanno minacciato il conducente con un coltello e hanno spaventato i passeggeri. Poi hanno dipinto il parabrezza con la scritta “Il turismo ammazza i quartieri” e hanno bucato gli pneumatici].

Passo al secondo articolo. Parla della succitata “turismofobia“, neologismo spagnolo che sta a indicare tutti gli atti vandalici, le proteste e gli incidenti perpetrati contro i turisti. In pratica, a Barcellona negli ultimi mesi non si parla d’altro. La quantità di turisti che raggiunge la città ogni anno è ingente e il dibattito passa direttamente dalla televisione pubblica ai banconi dei bar. L’articolo è di VICE e ne riporto solo qualche riga:

[“Ne abbiamo fin sopra i coglioni. Il turismo, la speculazione e la gentrificazione sono la causa dell’aumento degli affitti. Fra qualche mese mi scade il contratto di casa. Ora pago 650 euro per un appartamento di 60 metri quadrati, ma sto cercando un appartamento nei quartieri e paesi limitrofi perché in centro non riesco a trovare nulla che costi meno di 1000 euro, per soli 40 metri quadrati poi. In questa città la priorità non è la gente autoctona. La speculazione è diffusissima e le istituzioni consentono l’acquisto di interi isolati da parte delle grandi marche che li trasformano in strutture ricettive per il turismo o per la classe più abbiente. Cacciano le persone dagli appartamenti in cui vivevano da decenni per realizzare i loro sporchi affari”, afferma Nuria].

Insomma, pare che i turisti non siano proprio amatissimi nella mia nuova città, un po’ come avviene altrove d’altronde. Penso a Venezia, New York, Parigi. In fondo credo si tratti della sorte che patiranno tutte le grandi città. Desiderano di essere stuprate dai turisti e poi li rinnegano. Prima ti seduco, mi concedo e poi ti denuncio. L’articolo seguente riguarda un argomento ancora più scottante: il referendum per l’indipendenza della Catalogna. Lo leggo da El Punt Avui:

[100 motivi per dire Sì all’Indipendenza della Catalogna

Da quando è stato avviato il processo d’indipendenza, le varie entità e i partiti indipendentisti hanno espresso numerosi pareri a favore di una Catalogna Indipendente. Pareri che possono essere riassunti in uno solo: con uno stato indipendente, la Catalogna non subirebbe l’attuale rapina fiscale nazionale, disporrebbe di molte più risorse e sarebbe più competitiva a livello internazionale, in modo da garantire un benessere senza precedenti. Però i motivi possono essere anche più di uno. Ne proponiamo qui 100].

A questo punto la redazione del giornale stila un elenco di 100 motivi per cui si dovrebbe votare Sì al referendum di ottobre. In particolare, rimango colpito dai seguenti motivi:

[- Motivo n. 17: Parteciperemo come paese indipendente ai Giochi Olimpici.
– Motivo n. 33: Parteciperemo a tutti gli effetti all’Eurovision Song Contest (versione europea del Festival di San Remo).
– Motivo n. 94: Garantiremo e favoriremo gli investimenti provenienti dall’estero in Catalogna. Uno dei temi più dibattuti dal Governo spagnolo contro il processo d’indipendenza è il blocco degli investimenti stranieri in Catalogna. In una Catalogna indipendente e più competitiva, con politiche adeguate che…].

A questo punto vengo interrotto dalle urla della gente per strada. Non capisco bene che cosa stia succedendo. Qualche minuto dopo mi rendo conto che Barcellona è stata vittima di un attacco terroristico. Ci sono stati dei morti e sono quasi tutti turisti che passeggiavano tranquillamente sulla strada più turistica e stuprata della città: la Rambla.

Sono passate quattro settimane dagli attentati. Ho voluto raccontare soltanto quello che mi è successo il 17 agosto scorso, senza analisi o decostruzioni di alcun tipo, solo i temi caldi dal punto di vista mediatico che hanno preceduto una giornata così triste e amara in cui a perdere la vita sono stati sempre gli stessi: i civili. Sulla veridicità delle informazioni riportate non garantisco nulla, tanto in quanti di voi si concederebbero o disporrebbero del tempo necessario per controllare se queste informazioni sono vere o false?

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Foto di Stefano Iuliani

 

 

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