Perché Spacebar

C’è sempre una barra spaziatrice di mezzo.

Tra una parola e l’altra c’è sempre uno spazio, come se anche le parole avessero bisogno di una distanza per acquisire indipendenza e senso. Non a caso, la barra spaziatrice è il tasto più grande e centrale della tastiera, perché deve essere sempre a portata di dito. Se in una riga di Word riusciamo a scrivere una ventina di parole, nella stessa riga avremo più o meno dieci spazi. Per la sua naturale tendenza a dividere, lo si potrebbe considerare il tasto più disciplinante fra tutti, una specie di mare in un mondo di lettere desiderose di intimità.
Spacebar è innanzitutto un gioco di parole. “Spazio” vuol dire tante cose, ma soprattutto una dimensione che si presta alla creazione, al riempimento, uno spazio in cui collocare cose. “Bar” sta per “barra”, ma anche per “bancone”, ossia quel fantastico mobile chiuso dal lato anteriore usato nei pubblici locali per servire i clienti, un limite che divide lo spazio in due dimensioni contrapposte ma che apre a infinite possibilità di conoscimento e condivisione.
Ecco, Spacebar.cat intende essere tutto questo, uno spazio di condivisione in cui si scrive/parla del più e del meno, come avviene al bar, ma soprattutto di musica, cinema, serie tv, festival, società e tutto quanto possa essere accompagnato da un rutto, da ebbrezza, senza prendersi troppo sul serio, perché siamo stanchi di serietà e sobrietà.

Per dirla alla MK:

“Noi stiamo per generare

l’idea di vomitare sui vostri piatti migliori

e stiamo per eliminare chi non si sporca le mani

e dentro al cuneo muore”.