Ape Calessino: la nuova frontiera dell’On the Road

“Qual è la tua strada amico? La strada del santo, la strada del pazzo, la strada dell’arcobaleno, la strada dell’imbecille, qualsiasi strada. È una strada in tutte le direzioni per tutti gli uomini in tutti i modi”.

Sono le parole di Jack Kerouac, uno degli scrittori che ha plasmato maggiormente la contemporaneità e che ci ha letteralmente incollati all’asfalto, in una ricerca interminabile e senza meta di qualcosa…

La storia che leggerete è entusiasmante. Ci ha fatto pensare a Jack Kerouac, a molti film, ma in particolare a Una storia vera di David Lynch. L’Abbiamo scoperta per caso, come spesso accade nella vita. La consideriamo una potenziale rivoluzione per gli amanti dell’On the Road, ma soprattutto dell’On the Road che procede a ritmi blandi e che osserva attentamente. Questa è la storia di Anna Pernice, blogger di Travel Fashion Tipse del suo memorabile On the Road italiano su un Ape Calessino..

1) Raccontati in due righe.

Mi chiamo Anna Pernice, sono napoletana e ho sempre amato viaggiare. Sono laureata in Scienze della comunicazione e il mio sogno era fare la copywriter pubblicitaria. Ho lavorato per circa 10 anni nel reparto Comunicazione e Marketing di alcune aziende operanti nel settore del retail. Poi quattro anni e mezzo fa ho deciso di fare la blogger a tempo pieno. Una scelta non sempre facile, ma che con il tempo mi sta portando tante soddisfazioni.

2) Com’è nata l’idea di un viaggio in Ape Calessino?

I viaggi in Ape Calessino sono organizzati da The Gira e, quando me l’hanno proposto, non c’ho pensato due volte prima di accettare. Prima di guidare l’Ape Calessino, non avevo mai guidato né uno scooter né una vespa in vita mia. Di mezzi con due ruote conoscevo solo la bicicletta. All’inizio non è stato facile, ma poi si è rivelata l’esperienza più bella e folle di tutta la mia vita.

sulla strada ape

 

3) Il viaggio è stato finanziato in qualche modo?

Sì, il viaggio è stato interamente sponsorizzato da The Gira e dalle Assicurazioni Generali Italia per promuovere il concorso a premi #viviamopositivo, che ogni giorno si svolgeva in una città diversa della penisola, che noi dovevamo raggiungere in Ape.

4) Raccontaci un paio di disavventure/aneddoti vissuti durante il viaggio.

Di aneddoti simpatici ce ne sono stati molti. Io e la mia collega Roberta Isceri siamo passate dal sole cocente e il caldo asfissiante del Piemonte al freddo degli Appennini, dalle strade sterrate della pianura Padana fino alle zanzare tigre del Ticino a Pavia, che in 10 minuti ci hanno aggredite lasciandoci le braccia come se avessimo il morbillo. Ma poi c’è stata la gioia degli aperitivi serali nelle città di destinazione e dei tanti blogger e amici che hanno fatto un tratto di strada per venirci a trovare. L’aneddoto più simpatico, però, è stato il trovare un bigliettino di apprezzamento, con tanto di numero di telefono, sul manubrio dell’Ape all’uscita da uno dei tanti ristoranti in cui ci siamo fermate a mangiare.

ape sulla strada

5) Perché consiglieresti un viaggio in Ape Calessino?

Perché è un’esperienza On the Road pazzesca, insolita e unica che permette di viaggiare a ritmi più lenti (l’Ape Calessino non supera i 50 km/h) e di conoscere le strade sterrate che collegano le varie città, dato che non potevamo entrare in autostrada, permettendoci di assaporare i colori e i profumi della natura circostante.

6) Qual è il tuo film On the Road preferito?

Thelma & Louise!

ape calessino

7) Pensi possa diventare una tendenza/controtendeza per le nuove generazioni sempre più “veloci” e “teletrasportate”?

Lo spero, perché andare a tutta velocità significa perdersi pezzetti di mondo e di sé. In questo modo, invece, è possibile assaporare di nuovo il piacere della lentezza e del viaggiare.

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