La vicenda di Pablo Hasél dimostra (ancora una volta) che la democrazia non esiste

A Barcellona si vivono giorni di tensione. L’ennesimo periodo di scontri tra manifestanti e polizia. Strade percorse da fiamme e manganellate. Il suono più ricorrente è quello degli elicotteri che controllano dall’alto la città. Noi ovviamente stiamo dalla parte dei manifestanti per una ragione ben precisa (e ovvia): non è possibile che nel 2021 si finisca in carcere per una canzone o per un post controverso. Crediamo fermamente nella libertà d’espressione e ci fa enormemente piacere quando un artista se la sente di vomitare merda nel piatto dei poteri forti.

Pablo Hasél, rapper spagnolo è stato arrestato nei giorni scorsi per incitazione al terrorismo e oltraggio alla corona e alle forze dell’ordine. In questi giorni se n’è parlato tanto e non vogliamo aggiungere commenti inutili alla miriade di stronzate che già sono state dette. Vogliamo solo manifestare il nostro appoggio al cantante, parlando di alcune delle reazioni di solidarietà nei confronti di Hasél provenienti dal mondo dell’arte in generale.

Graffitari e amanti dell’arte murale urbana si sono riuniti alcuni giorni fa nel parco Tres Xemeneies di Barcellona per imbrattare diversi muri con opere colorate a sostegno di Pablo Hasél. Una delle opere più emblematiche è il ritratto del re Juan Carlos dipinto da Roc Black Block (foto di copertina), che è stato rimosso dai servizi di pulizia municipali poche ore dopo il suo completamento.

Il parco si trova nei pressi di Parallel, una delle strade più lunghe e frequentate della città. Oltre ai graffiti, è stato convocato un meeting in difesa del rapper. Non è il primo caso di arresto per canzoni contro il re. Nei mesi scorsi era toccata la stessa sorte al rapper Valtònyc, che aveva criticato con alcuni versi la monarchia spagnola e l’ex re Juan Carlos.

Nel parco urbano ci sono i bambini e la fauna autoctona del Raval. C’è il sole ma sta per venire a piovere. L’atmosfera è carica di contestazione e riflessione. Anche se il potere e la polizia ci provano da sempre, è molto difficile distruggere le idee di libertà di coloro che non sono disposti ad arrendersi. Ecco un video di La Directa su questa magnifica giornata:

Anche il mondo della musica e della cultura hanno manifestato il proprio appoggio verso Hásel. Los Planetas, per esempio, hanno pubblicato una canzone contro il re. Il settore culturale ha risposto presente, con una raccolta di firme in favore della liberazione del rapper, con personaggi del calibro di Joan Manuel Serrat, Pedro Almodóvar, Javier Bardem, Vetusta Morla, Santiago Auserón, Coque Malla, Ismael Serrano o Pedro Guerra.

Insomma, oltre alla violenza giustificata, non sono mancate reazioni non violente da parte della società spagnola, che a distanza di decenni dalla fine della dittatura di Franco deve ancora sopportare l’atteggiamento fascista dei propri governanti.
Vogliamo concludere questo breve articolo con la traduzione di una canzone di Pablo Hásel. Ci sembra l’unico gesto effimero che possiamo compiere in questa situazione assurda.

Viva la libertà di espressione! Fanculo il re e i poteri forti! E coraggio ai manifestanti finiti ingiustamente in carcere in questi giorni.

(/Intro parlata)
Dedicherò ogni canzone di protesta a qualche prigioniero politico
perché il governo e i suoi cani non smettono di mordere
questo vale per tutti
ma soprattutto per Manuel Perez Martínez o il compagno Arenas
imprigionato per anni solo per essere comunista
come molti altri membri del partito comunista ricostituito
indipendentemente dal fatto che uno sia comunista o meno
questa repressione fascista è intollerabile
in un paese teoricamente “democratico”, tra virgolette senza fine
ma ai progressisti e ai sinistroidi falsi non importa
sono troppo occupati con banalità e riunioni
sono complici di questa barbarie
dov’è “Izquierda Unida”?
Ah, dimenticavo, tacciono come codardi
ma finché ci saranno oppressi sfruttati
la memoria di eroi come Manuel Arenas
ricorderà ai colpevoli la merda che sono.
Chi merita la libertà se non coloro che hanno combattuto di più per essa?
(Fine intro parlata)

La repressione esiste, questa non è fantascienza
La realtà è triste, non mi metterai a tacere, bastardo
Perché la verità è ciò che fa più male all’oppressore
La censura non cura il desiderio di un mondo migliore
Le sbarre non stanno zitte, sono verità evidenti
José Ortín ci stai lasciando, ma sei ancora nei nostri pensieri
Sempre meno persone credono alla storia del sistema
Non cambia mai nulla, ed è questo che ci brucia

Basta con le condanne assurde e con gli Aznar
Libertà per Manuel Arenas e per quelli che ci descrivono
Smettete di travestirvi con giacche democratiche
Con i vostri discorsi ipocriti di pace e non violenza
Non dimentichiamo la vendita di armi agli stronzi sionisti
Con cui uccidete i bambini e guadagnate medaglie
[…]
Qui la propaganda governa, ed è creata da colui che governa
Ma noi abbiamo la logica, un’arma importante
Le droghe non mi allontanano dalla realtà, è ovvio che ci stanno derubando qualcosa
So che nelle scuole si fabbricano egoisti
Ora capisco perché non capiscono quanto sta succedendo
Perché la vera educazione è la base di ogni rivoluzione
In quest’altra colonia degli Stati Uniti non ci sono scuse per non combattere
Qui il terrorismo è la politica promossa dal governo

Basta con la passività, il silenzio è complicità
Se fabbricano un abisso, alla fine ci scivoleranno dentro
Divide et impera, l’hanno applicato molto bene
Così la sinistra disunita ha dimenticato cosa significa vincere
Se non cambia nulla, aggiungi più rabbia
Preferisco essere un emarginato che vivere una vita da accovacciato
L’apologia del terrorismo è il voto per il bi-partitismo
Creato in modo che le stesse facce di merda ci rendano schiavi

Basta perseguitare ogni giovane che combatte
Vogliono che pensiamo solo alle auto e ai cocktail
Esco in strada e non vedo il paradiso che ci dicono
Forse le loro ville con piscina li hanno inghiottiti
Li fa incazzare che alcuni di noi si preoccupino di cambiare ciò che è ingiusto
[…]

A quanto pare è un crimine lottare per un mondo
in cui nessuno abbia fame, è un crimine lottare
Non pensare di essere un salvatore per aver dato soldi alle ONG
[…]
È uno scherzo di cattivo gusto che in nome della democrazia
siamo depredati, e molti di noi ringraziano pure
La sindrome di Stoccolma ha fatto marcire tutto
Questa è l’ultima goccia, qui non c’è spazio per un altro babbeo
I subnormali senza ideali chiedono: che discoteca frequenti?
[…]
Ci educano a essere codardi sottomessi
Ma protesterò fino alla morte!
Non è paranoico dire che se la prenderanno con chiunque parli
La lista dei prigionieri politici è infinita
Se mi arrestano domani, mi daranno solo più voce
E la dignità di alzare la voce dà senso al mio io interiore

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