L’inquinamento invisibile

Oggi pubblichiamo la traduzione di un articolo sull’inquinamento acustico di eldiario.es. L’autore è la giornalista Marta Peirano.

L’inquinamento invisibile

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.

Le città invisibili, Italo Calvino

Tutti gli oggetti vibrano. I suoni sono solo un piccolo anello di una catena infinita di eventi che inizia quando un oggetto comincia a vibrare in modo diverso dal normale. A differenza delle onde elettromagnetiche, le onde sonore hanno bisogno di un mezzo che funga da supporto, che sarà attraversato come una perturbazione. Non tutti sono uguali. L’aria trasmette in maniera ottimale le onde sonore. L’acqua le fa rimbalzare. Noi siamo un mezzo che non solo conduce i suoni e li trattiene, ma che elabora anche queste informazioni.

I suoni perturbano i nostri corpi, alterandone le vibrazioni. I suoni perturbano anche i nostri cervelli: quando un suono fa vibrare i nostri canali uditivi, si converte in impulsi neuronali che cambiano il nostro rapporto con lo spazio e producono una reazione. Quando un suono ci attraversa, non torniamo più allo stato in cui ci trovavamo prima. Le onde sonore alterano i nostri corpi in vari modi. Fino a quando non le sentiamo.

L’udito umano riesce a percepire solo le frequenze comprese tra 20 Hz e 20 kHz, ma è molto più sensibile ai suoni compresi tra 1 kHz e 4 kHz. La nostra soglia di sensazioni uditive è molto più ampia, e uno strumento molto pratico per il controllo della popolazione. Nel 2006, la BBC ha denunciato l’uso di un dispositivo ad alta frequenza (19-20 kHz) progettato per allontanare i ragazzi adolescenti più rumorosi dalle aree più esclusive di Grimsby, Hull e Lancashire. A quanto pare, gli adulti non riescono a percepire queste frequenze, ma i minori di 20 anni le sentono e questo gli provoca un disturbo strano. Si tratta di quelle che vengono definite spesso come “cattive vibrazioni”. La gamma di frequenze che non percepiamo offre un insieme di possibilità che va dal disagio alla morte. Al di sotto dei 20 Hz producono capogiri e nausea. A partire dai 700 kHz, gli organi iniziano a non funzionare più.

Numerosi studi dimostrano che l’heavy metal può far morire una pianta, mentre la musica classica aiuta le piante a crescere. […] Definiamo musica quelle perturbazioni che elevano lo spirito, rallentando il ritmo cardiaco, riducendo la pressione sanguigna e abbassando i livelli di ormoni che provocano lo stress. Invece definiamo rumore le perturbazioni che ci disturbano. Quelle che ci fanno ammalare le chiamiamo inquinamento. L’inquinamento acustico è l’elemento che domina le strutture mostruose di cemento, vetro e metallo nelle quali vive la maggior parte della popolazione mondiale.

L’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Salute assicura che l’inquinamento acustico delle grandi città non riguarda solo l’ambiente, ma è un pericolo anche per la salute pubblica. Di giorno, il rumore ambientale delle automobili provoca alterazioni della pressione sanguigna e malattie cardiovascolari. Di notte, il rumore costante delle automobili ci impedisce di riposare. Il sonno frammentato ha un impatto specifico sulla capacità motoria, la produttività e la creatività. Dormire in una città che non dorme genera depressione, ansia e confusione. Inoltre, abbassa le difese immunitarie, fa ingrassare e provoca parti prematuri.

Per i bambini la situazione è ancora più grave. “Le prove sono innumerevoli e allarmanti. Esiste una correlazione tra il rumore con il malsviluppo cognitivo infantile”, dichiara l’OMS. L’esposizione al rumore produce un deficit della memoria e disturbi della comprensione lessicale, effetti che scompaiono laddove domina il silenzio ambientale. Il rapporto raccomanda di proteggere le aree studentesche se non intendiamo perdere le basi della prossima generazione.

L’irritazione che generano i segnali acustici acuti come le sirene della polizia, dei vigili del fuoco o delle ambulanze, gli altoparlanti delle automobili, il camion della spazzatura, i tubi di scappamento delle moto, le campane delle chiese, la baldoria dei bar o il trapano dei lavori in corso causano sintomi identici allo stress: fatica, dolori di stomaco, perdita di capelli e sentimenti negativi che vanno dall’ira alla depressione. L’esposizione permanente a livelli superiori ai 65 dB cambia i limiti della nostra percezione acustica, producendo una perdita di udito precoce. Una delle principali strade di Madrid nelle ore di punta può raggiungere i 100. Per non parlare di un disturbo sempre più diffuso tra gli abitanti delle grandi città: l’acufene. Un ronzio misterioso e intrattabile che può far impazzire letteralmente colui che ne soffre.

Le automobili elettriche e il tormentone dell’estate

[…] Le misure imposte da alcune amministrazioni per ridurre il rumore sono prescrittive e, per la maggior parte, hanno a che fare con il traffico: limitazione della velocità e dei parcheggi, ampliamento delle aree ecologiche e delle strade pedonali, incentivi per l’acquisto di modelli meno inquinanti e infrastrutture per stimolare l’uso della bicicletta e dei trasporti pubblici. In questo senso, la bicicletta e le automobili elettriche hanno un impatto incalcolabile sulla salute dei centri storici, perché non solo riducono drasticamente l’inquinamento acustico ma anche il diossido di azoto. In una città dominata dalle vetture elettriche e dalle biciclette, il rumore del traffico proverrà dal contatto degli pneumatici con i ciottoli, che potrebbero essere sostituiti con quel cemento speciale delle autostrade svizzere. Potrebbe essere una soluzione. […]

Altre misure tradizionali sono le barriere acustiche autostradali e stradali o le fonti di acqua che mascherano il rumore, ma ciò che contribuisce maggiormente al benessere dei cittadini è l’esistenza di zone verdi in cui rifugiarsi. Perfino il laboratorio itinerante BMW-Guggenheim ammette che gli spazi verdi non solo aumentano la felicità delle persone ma cambiano immediatamente la loro fisionomia: il loro sistema nervoso si rilassa, il cervello diventa più deciso e il carattere si addolcisce. Una città più verde non solo migliora la salute dei suoi abitanti, ma li rende migliori.

L’arte di migliorare la città

[…] Pianificare urbanisticamente una città dal punto di vista acustico non solo significa abbassarle il volume, ma anche eliminare i rumori che ci ammalano e amplificare quelli che ci fanno stare bene. […] Occorre aiutare a riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Questo, oppure aspettare la commercializzazione di Muzo, il dispositivo portatile che crea una bolla intorno a chi lo porta e la riempie con un delizioso silenzio o le onde sonore protettrici di un lontano paradiso tropicale.

LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE: http://www.eldiario.es/sociedad/Decibelios-bicicletas-malas-vibraciones_0_667384049.html

Traduzione di Stefano Iuliani

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