Nessuno vuole essere turista

Oggi abbiamo deciso di tradurre un estratto dell’interessantissimo articolo pubblicato il 16 luglio 2017 da El País Semanal. È scritto dal poeta, saggista e scrittore Manuel Rivas. L’articolo si intitola Nadie quiere ser turista e riguarda un tema scottante: il turismo e la condizione di essere turisti oggi. Buona lettura!

 

“Per favore, voglio andare in un luogo che non sia turistico!”

Questa è la prima indicazione che dai o ricevi quando organizzi un viaggio in coppia o in gruppo. Nello stesso istante, è probabile che decine o centinaia di persone rivolgano la propria attenzione al tuo stesso percorso o destinazione, pensando ad alta voce: “Questa volta andremo in un posto dove non ci sarà un dannato turista!”.

[…] Quando si viaggia si scappa da tante cose, anche da se stessi, ma c’è una cosa con cui nessuno vuole essere identificato: essere uno dei tanti turisti. Tu sei un viaggiatore, non sei un turista. Il turismo diventa un fenomeno sempre più diffuso, ma nessuno vuole essere turista. Per questo all’interno del turismo stesso sono nate varietà che si propongono di essere “non turistiche” o addirittura “anti turistiche”.

[…] Il filosofo Slavoj Zizek sostiene che gli zombie sono una rappresentazione della classe operaia alienata. Credo che la condizione di zombie si manifesti intensamente nel momento in cui si è turisti.

Gli altri ti vedono come un turista ma tu non pensi di esserlo. E cerchi di dimostrarlo. Quasi tutti cerchiamo di realizzare questa operazione impossibile. Cerchiamo un alloggio per turisti che non sia turistico. E per mangiare? Da buoni turisti, chiediamo informazioni su un locale di cucina tipica e autentica, ma in cui (per favore) non ci siano turisti. Ricerchiamo le ultime notizie sulle spiagge. Sembra che ce ne sia una, un po’ nascosta e lontana, in cui pare che i turisti non abbiano ancora messo piede. Come si sentono bene i turisti laddove non ci sono turisti!

Il turismo di massa e il suo sfruttamento risultano invasivi e distruttivi. Nel mondo ci sono luoghi che un tempo erano ritratti sulle cartoline turistiche e che oggi sono un relitto urbano. Luoghi di piacere e vivacità che hanno fatto spazio alla desolazione. Però non sarò io a protestare contro i turisti, questa classe operaia che lavora come turista ed è precaria anche in vacanza. Al contrario, mi sorprendo e mi commuovo sempre di più quando vedo un gruppo di turisti vestiti da turisti, mangiando un menu turistico in un locale turistico, passando da un museo all’altro, entrando in chiese che nemmeno il vescovo visita mai. Di statua in statua, con il fardello di essere turisti.

 

Link all’articolo: http://elpaissemanal.elpais.com/columna/manuel-rivas-nadie-quiere-turista/

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